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L’enigma Kaminski

L’enigma Kaminski

Milano post-Expo. Il Duomo svetta nel cuore di Milano come un colosso di marmo: le guglie come artigli che sfidano il cielo. La tradizionale messa dell’Immacolata è appena terminata e i ceri ancora accesi lasciano un fioco bagliore che tenta di sconfiggere le tenebre della cattedrale. Quando anche l’ultimo ritardatario ha lasciato la chiesa, un silenzio greve riempie ogni angolo della struttura gotica. Questa sera il giro d’ispezione finale spetta a Egidio, il più anziano dei custodi. L’artrite lo tormenta e a casa lo aspettano la sorella e i nipoti già seduti a tavola. È quasi alla fine del giro quando si accorge di qualcosa di strano: la tenda di un confessionale è ancora tirata. Si ferma e osserva l’ombra dietro al tessuto. Gambe. Pensa a un prete che sta ancora pregando oppure che si è addormentato. Egidio sposta il drappo scuro e nota una persona con il capo chino e le mani giunte, come assorta in una profonda orazione. L’uomo però non respira e gli occhi sono vitrei e fissano nel vuoto. Si tratta di uno degli antiquari più rinomati di Brera. Il commissario Botero, fedele ai suoi metodi investigativi vecchio stampo a causa della sua tecnofobia ossia la repulsione per tutti gli oggetti tecnologici posteriori agli anni Ottanta, non ha dubbi: si tratta di omicidio. E sullo sfondo incombe nuovamente l’ombra del suo nemico giurato Janek Kaminski…

Paolo Roversi, dopo i precedenti romanzi Alla vecchia maniera e Una morte onorevole, ritorna con il suo ultimo fortunatissimo personaggio ossia il commissario Luca Botero. L’investigatore è allergico alla tecnologia e quindi, per le sue indagini, fa affidamento solamente sul suo spirito d’osservazione eccezionale e per questo motivo gli è stato affibbiato il soprannome di Amish. Ancora una volta il romanzo colpisce per la caratterizzazione magistrale del suo protagonista e della sua peculiarità di svolgere ancora le indagini “alla vecchia maniera” in un mondo così ipertecnologico. L’effetto è straniante e suscita quindi curiosità nel lettore. In questo terzo romanzo della serie poi scopriremo ulteriori dettagli su Botero, soprattutto legati alla sua emotività, rendendo il personaggio ancora più completo e accattivante. Assisteremo anche al faccia a faccia tra il commissario e il suo arcinemico, il terrorista polacco Kaminski, scontro che in molti stavano attendendo fin dal primo romanzo della serie. Kaminski infatti, tramite la tempesta magnetica perfetta che ha creato durante un attacco terroristico, è stato la causa del coma prima e dell’amnesia e della tecnofobia poi di Botero. L’ennesimo riuscitissimo romanzo ad alta tensione di Roversi.