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Una morte onorevole

Una morte onorevole

La hall dell’hotel Savoy, uno degli alberghi più esclusivi di Milano, brilla come la galleria degli specchi di Versailles. Questo contrasta con il buio che circonda le strade circostanti. Il blackout ha inghiottito tutta la città, tranne in piazza della Repubblica dove si trovano gli alberghi più lussuosi di Milano. Qui la corrente infatti è già tornata. È la prima volta che Botero ci mette piede anche se gli sembra di conoscerlo a fondo dato che ha letto tanto negli anni su tutto quel lusso. Un luogo storico della città che ha visto soggiornare nelle proprie stanze i potenti della Terra. L’Amish si trova qui per via di un fatto increscioso: l’omicidio dell’onorevole Vincenzo Greco durante il suo party nella suite presidenziale per festeggiare la fine dell’EXPO e la realizzazione di un faraonico progetto stradale. Appena arrivato, Botero fa la conoscenza del direttore Alfredo Colonna e sono subito scintille per via dello stile onesto e senza fronzoli dell’eccentrico commissario. A Colonna poi viene quasi un mancamento quando, all’interno di un ambiente così esclusivo, vede giungere una serie di figure che vestono tutti in modo rétro, come se vivessero ancora nella Milano di Vallanzasca. Due donne e due uomini. Dario Piras, Michele Ferrara, Roberta Cattaneo e Camilla Farina. Gli investigatori fidati di Botero, la squadra Alfa al completo…

Una morte onorevole racconta il secondo caso di Luca Botero, detto l’Amish. Un segugio vecchio stampo che prova una vera e propria repulsione fisica per qualsiasi strumento tecnologico e che quindi si affida per le sue indagini solamente al suo intuito e alle sue dedizioni logiche, come un novello Sherlock Holmes. In questo caso deve indagare sulla morte misteriosa di un onorevole avvenuta durante un party privato in uno degli hotel più prestigiosi di Milano. Un breve blackout e l’onorevole viene ritrovato già cadavere in piscina. Con le telecamere di sorveglianza disattivate e i telefonini spenti per garantire la privacy ai tanti vip dai molti segreti, la tecnologia risulta inutile. Bisogna indagare in un altro modo: con logica, osservazione e intuito. E per questo entra in gioco l’Amish. Uno stile di scrittura e una trama che riflettono il carattere del personaggio, con Roversi che ha confezionato nuovamente un giallo con tutti i crismi della vecchia scuola, adattissimo alla classica collana dei Gialli Mondadori. L’investigazione è basata ancora una volta sul metodo deduttivo e perciò il lettore ha modo di soffermarsi sulle complesse dinamiche della mente che portano a commettere un delitto e di convesso a risolverlo. L’Amish è un personaggio che è entrato immediatamente nel cuore degli amanti del noir.