Nella notte tra il dieci e l’undici gennaio 2022 una macchina si ribalta e finisce nel fiume Trebbia. Muoiono annegati quattro ragazzi molto giovani: Elisa Bricchi, Domenico Di Canio, Costantino Merli, William Pagani. Questo terribile incidente scuote l’intera comunità di Calendasco, paese in cui i ragazzi vivono: tutti sono profondamente addolorati e sconvolti. Quella notte si era alzata una nebbia fitta e spessa come non se ne vedeva da molti anni. Era pericoloso guidare nonostante chiunque fosse nato e cresciuto in quelle località del pavese, con la nebbia dovesse aver avuto un minimo di dimestichezza. I genitori di William, nei giorni seguenti la morte del figlio, hanno trovato nel suo pc molta musica scritta e prodotta dal figlio che, assieme agli altri ragazzi, faceva parte di un collettivo di musica rap e trap. Per loro si apre un mondo. Attraverso la musica, possono conoscere molte cose che del figlio non hanno conosciuto. William può ancora trasmettere la propria eredità culturale. I genitori di tutti i ragazzi hanno uno scopo: pubblicare gli album (saranno tre in totale) e far si che possano essere acquistabili, organizzare concerti per fare ascoltare il lavoro dei loro figli, far si che la loro voce, i loro sogni, i desideri non siano dimenticati…

Partendo dai testi delle canzoni, parlando con i genitori, con gli amici, Valerio Millefoglie costruisce un romanzo corale. Il suo scopo è approfondire cosa accade quando si perde qualcuno di così caro, di come si possa sopravvivere al dolore e decidere di non lasciarsi sopraffare. La musica è un collante fondamentale. Ha permesso che quattro ragazzi restassero uniti durante la loro (purtroppo breve) vita e anche che restino legati indissolubilmente nel ricordo di tutti quelli che hanno avuto la possibilità di ascoltare i loro lavori. Millefoglie esplora i luoghi dove sono vissuti i quattro ragazzi, il bar dove erano soliti incontrarsi con gli amici, si immerge nella vita quotidiana di un gruppo di ventenni per cercare di ricostruire la loro geografia. Intervista i genitori, gli amici, i colleghi di lavoro. La narrazione è inizialmente molto intensa e coinvolgente. Lo scrittore con meticolosità ricostruisce il mondo in cui si muovono Elisa, Dome, Costa e William. Man mano che si prosegue nella lettura, le interviste a parenti e amici diventano molto numerose e a volte, un po’ ridondati e ripetitive. Si perde il bandolo della matassa e anche concentrandosi maggiormente si ha la sensazione di girare un po’ a vuoto. La domanda su cui tutta la struttura narrativa ruota è apparentemente molto semplice (e altrettanto dolorosa): quando arriva la fine, cosa succede dopo? Possiamo creare un legame tra chi resta e chi non c’è più usando la musica?