“Da grande voglio fare la presentatrice o il presentatore”. Chissà quante volte in molti lo avranno detto a voce bassa oppure addirittura alta. Tra il dire e il fare ci sono di mezzo le coincidenze della vita. In Italia non esiste un’Accademia per presentatrici e presentatori e per questo i sogni rischiano di rimanere chiusi nel cassetto per sempre. Pensando però anche ai vari eventi pubblici, ci sarebbe bisogno di professioniste e professionisti che guidino gli incontri. Spesso le conduttrici e i conduttori sono figlie e figli della gavetta fatta in tv, sul palcoscenico, nel giornalismo o sulla rete. Ma i presentatori di eventi devono essere attori, speaker, giornalisti oppure veri e propri creator? Non c’è una risposta univoca ma sicuramente servono padronanza del palco e del clock della radio o della rete, così come una conoscenza profonda dei contenuti. Servono anche competenze manageriali per poter seguire al meglio le fasi dell’evento, dall’analisi dei bisogni alla preventivazione e alla preparazione, fino alla gestione del palco e alla valutazione di quanto fatto…

Filippo Poletti è un abilissimo e qualificatissimo presentatore di eventi nonché Top Voice di LinkedIn Italia. È infatti il giornalista italiano più seguito su LinkedIn con alle spalle più di 25 anni di collaborazioni professionali. Uno dei suoi incarichi più importanti è stato quello di responsabile della comunicazione digitale degli eventi e delle manifestazioni espositive di Fiera Milano S.p.A. è anche docente di comunicazione all’Università degli Studi di Pavia e formatore in aziende e business school. Poletti in questo suo nuovo saggio, il primo in italiano dedicato all’arte della conduzione a tutto tondo, ha raccolto tutta la sua decennale esperienza nella cura e nella presentazione di eventi di successo. Il libro è un saggio ma si legge molto agilmente, soprattutto per via dei tanti riferimenti all’attualità che lo rendono una lettura ricca di spunti. Poletti auspica l’abbandono dello stile sguaiato e polemico in televisione e in radio, in favore del ritorno al presentatore moderno. In tedesco, ad esempio, la parola “presentatore” è tradotta con “Moderator”, ossia moderatore. Moderatori e presentatori non ci si improvvisa ma si diventa imparando.
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