Difficile per una bambina piccola capire cosa stanno facendo gli adulti e perché. Nei suoi ricordi c’è solo l’amore da cui era circondata, la casa, la sua grande famiglia con nonni paterni e materni, con gli zii che l’adoravano, gli amichetti di cortile. La sua è una famiglia agiata, la città in cui viveva è una meraviglia di case bianche di pietra sul mare. Certo ci sono i brutti ricordi della guerra, la Seconda Guerra Mondiale, le sirene degli allarmi, la paura, ma nei rifugi, a beneficio dei bambini, c’era sempre una nonna che raccontava storie. Il peggio è venuto dopo, alla fine di tutto, con l’armistizio. È questo che Egea, per i familiari Bibi, proprio non capisce. Quel fazzoletto di terra, la Venezia Giulia, che comprende l’Istria e la zona dalmata intorno a Zara, è passato all’Italia dal primo conflitto mondiale, ma ora la Jugoslavia di Tito lo pretende e per ottenerlo dopo l’8 settembre 1943 fa invadere l’Istria dai partigiani slavi che si giustificano con il vendicarsi dei soprusi subiti dai fascisti, ma in realtà rastrellano gli italiani (si parla di cinquemila persone) per ucciderli gettandoli nelle foibe, fenditure naturali del terreno carsico. Spariscono un numero imprecisato di persone che non fanno più ritorno a casa e non vengono più ritrovate, compreso il papà di Egea, Kurt Haffner, prelevato da casa e mai più rivisto (a parte la sua sciarpa di seta blu che i familiari vedono addosso a un titino, così come chiamano i partigiani di Tito, il maresciallo jugoslavo) Quando la “linea Morgan” divide il territorio della Venezia Giulia, agli italiani viene dato un anno di tempo per decidere se rimanere, dimenticando lingua, religione, impeghi pubblici, o andarsene rinunciando alle proprietà. Egea è già un’esule in Sardegna con la mamma, ma ora può unirsi con il resto della famiglia a Bolzano, avendo loro scelto di lasciare Pola per un territorio più consono al loro parlare tedesco e alla loro cultura...

Le foibe per un periodo sono state un evento sconosciuto della storia italiana e gli esuli si confondono nella nostra memoria di bambini di allora, con quelle persone additate (anche dopo anni) che incontravamo per strada, senza capire perché venissero chiamati “istriani”, non avendo niente di diverso dagli adulti che conoscevamo, lingua e cultura erano le stesse. La tragedia è stata portata alla luce solo successivamente e solo recentemente è stata ricostruita pienamente, dandoci, dopo decenni, la spiegazione che quegli esuli erano semplicemente italiani cacciati dalla loro regione e che, per molte dicerie, furono trattati malissimo anche dal resto del Paese. Certo per chi l’ha vissuto sulla propria pelle quel periodo non fu affatto facile e tutto sommato, rispetto a molti altri bambini del Venezia Giulia dell’epoca, Egea è stata anche fortunata. Ha perso certamente il suo papà, la sua famiglia è stata scossa da questo evento e ha cominciato anche a dividersi e a girare per l’Italia, ma ad altri suoi coetanei è andata molto peggio. Un altro esempio della follia umana di cui è costellata la Storia, che va ad unirsi alla schiavitù dei neri, allo sterminio dei Nativi americani, alla Shoah, all’Olocausto armeno, solo per citare gli eventi più imponenti, senza nascondersi che anche le guerre sono frutto della follia di pochi, ma che coinvolgono molti, a volte tutti. Nel 2024 Gianluca Mazzella ha tratto dal romanzo un film per la tv interpretato da Sinead Thornhill, Petra Bevilacqua, Silvia Cohen, Claudia Vismara, Sandra Ceccarelli e Davide Strava, Mattia Terruzzi, Davide Strava.