Si incontrano al bancone di un bar. Una è appena tornata dal bagno dove è andata a riprendersi da un sorso di birra andatole di traverso e al ritorno trova l’altra seduta lì, con gli auricolari nelle orecchie, Talk to me di Stevie Nicks a tutto volume. Ed è proprio questa canzone che le fa conoscere, anzi, all’improvviso condividono le cuffiette e cantano. Una, Salem, arriva da San Francisco da dove è giunta in bicicletta, dopo giorni di pedalate e un matrimonio sfumato alle spalle, mentre l’altra, Rayne, è proprio di laggiù e, anzi, lamenta il fatto di aver sollecitato più volte il barista a far riparare l’impianto stereo, perché non sopporta il silenzio, ecco perché si è organizzata con le cuffiette. Non si presentano, non dicono i propri nomi, perché “così è più interessante”. Quella che arriva da San Francisco ha addosso tutti i segni dei giorni passati sulla bicicletta: il caschetto le ha appiattito i capelli che sono tutti in disordine e ha la faccia scottata dal sole; l’altra ha un taglio recente sul viso che ogni tanto si tocca per grattarsi, come se le desse molto prurito. Ordinano di nuovo da bere e brindano alle nuove amicizie e quando si dichiarano reciprocamente di essere lì solo per quella notte, la tipa con le cuffiette dichiara: “Allora rendiamo questa notte indimenticabile!”…

House of Rayne rappresenta un’interessante evoluzione nella produzione narrativa di Harley Laroux, autrice statunitense già nota per la Souls Trilogy e il Losers Duet. È un’opera visceralmente e deliziosamente oscura, ambientata nella suggestiva cornice del Pacific Northwest, un ibrido tra il romance gotico, l’orrore soprannaturale e la narrativa sapphic, un incontro di generi che l’autrice gestisce con notevole padronanza tecnica, anche se l’impronta romance è quella più profonda e presente di tutte. La costruzione psicologica delle due protagoniste, entrambe segnate da traumi pregressi, risulta più solida della componente puramente sovrannaturale, meno sviluppata rispetto alla produzione precedente dell’autrice. Dal punto di vista tematico, il romanzo affronta con sensibilità la condizione queer in un contesto sociale ostile, intrecciando dinamiche di potere e cura reciproca, mentre paura e desiderio si intrecciano. La prosa di Laroux, sensoriale e immediata, sostiene efficacemente sia le sequenze di tensione che quelle intime, confermando la cifra stilistica già riconosciuta all’autrice dal pubblico e dalla critica di settore. House of Rayne è quindi un testo ambizioso, capace di rinnovare le convenzioni del gotico romantico attraverso una prospettiva contemporanea, pur rivelando alcune irregolarità nell’equilibrio tra i registri.