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I donatori di sonno

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Non dormi mai più di qualche minuto. Il tuo cervello si spegne per qualche breve istante e poi torna vigile, come sapesse che è esattamente quello che deve fare. Le giornate sono un costante alternarsi di deliri dovuti all’insonnia. Gli occhi bruciano, i pensieri non seguono più un filo logico. Ogni parte del corpo è dolente per lo stremo. Una volta contagiati, questa condizione può durare molti giorni. Nel caso di Dori venti giorni, undici ore e quattordici minuti. La fase terminale è stata vissuta dentro la sua stanza, costretta alla quarantena per limitare i contagi. Nonostante non sia stata con lei a tenerle la mano durante gli ultimi istanti della sua vita, la sorella Trish non smette di pensarla. Si unisce alle Brigate Morfeo per non vanificare la sua morte. I suoi intenti sono quelli nobili di chi desidera mettere a servizio degli altri ciò che ha appreso a causa del suo dolore. Le brigate cercano donatori di sonno. Più essi sono puri, più possono ritenersi universali. Grazie a delle trasfusioni, il sonno può essere donato agli infetti, detti Oressini, guarendoli dalle loro atroci pene. È una possibile cura. Tuttavia, Trish vede il punto di non ritorno sempre più vicino. Essa divide nettamente la morale dalla salvezza. Quando finalmente incontra la Piccola A, donatrice del sonno più puro che abbiano mai visto, ed il padre Felix, il confine sembra essere già superato. Ciò che lei potrebbe donare al mondo è una soluzione, eppure si tratta di una neonata. Trish non sa come agire. Da un lato vi è l’innocenza di una bambina non ancora dotata della capacità di comprendere o prendere scelte. Dall’altra c’è Nottopoli. È qui che i gruppi di chi, per paura dell’aggravarsi del virus, si riuniscono con l’obiettivo di tenersi svegli, ricorrendo agli oppiacei. Le Brigate Morfeo hanno davvero la possibilità di salvare le loro vite? E a quale prezzo?

Karen Russell è un’autrice statunitense, già conosciuta in Italia per Swamplandia!, finalista nel 2012 per il Premio Pulitzer. Nel 2023 è tornata con il suo romanzo distopico I donatori di sonno con il quale si è aggiudicata la vittoria della XVIII edizione del Premio Lattes Grinzane. Il romanzo ha conquistato i lettori per lo sfondo di verità che vi hanno trovato, nonostante lo scenario post – apocalittico di cui si tratta. L’America di cui scrive l’autrice è infatti devastata da un’epidemia di sonno che costringe alla veglia. Anche per i non - contagiati dormire diventa impossibile quando un donatore sconosciuto inietta nel sangue degli infetti una nuova variante del virus, la quale causa incubi terribili. L’umanità non vuole più dormire. Il mondo è diventato un popolo di zombie. Nonostante questo romanzo sia stato scritto dieci anni prima, sembra riportare nelle pagine ciò che ognuno di noi ha provato durante la pandemia di COVID-19 e il lockdown. Proprio per questo motivo è stato spesso definito un “romanzo profetico”. Difficile credere che la capacità di Karen Russell sia quella di prevedere il futuro. Tuttavia, ha sicuramente un talento innato nello stimolare la mente del lettore. Con la sua scrittura chiara e limpida è in grado di trasmettere immagini reali nella loro assurdità. Durante la lettura, sembra di vedere Nottopoli ergersi davanti a sé: il macabro “Paese dei Balocchi” nel quale si radunano i non – dormienti al fine di mantenersi svegli. Qui la caccia alle sostanze, alle droghe e alle pozioni curative è aperta. È un luogo segnato dal pericolo disperato. La trama del romanzo è intrisa di realtà. Le condizioni a cui sono sottoposti gli infetti rimanda allo sfruttamento contemporaneo nel quale il tempo non ha più un valore umano, bensì economico. La Piccola A è l’unica, minuscola via di fuga che, tuttavia, come ogni risorsa non – rinnovabile, è destinata ad avere un prezzo inaccessibile. Il mondo di Karen Russell è un incubo che non abbandona il lettore al suo risveglio.

LEGGI L’INTERVISTA A KAREN RUSSELL