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Aureliano - Riunificatore dell’impero

Aureliano - Riunificatore dell’impero

Di origini balcaniche, Aureliano si fa strada nell’esercito grazie a carisma, rigore e disciplina in un periodo tanto travagliato della storia dell’impero. A cavallo della metà del III secolo, Roma è in preda alle dispute tra generali, aristocrazia senatoria e usurpatori di varia origine: è il periodo che si chiama di “anarchia militare”, in cui la crisi economica e le sempre più frequenti incursioni barbariche non lasciano altra scelta alla politica romana che affidarsi alla forza dei generali. Così Aureliano arriva al potere, distinguendosi tra i guerrieri e guadagnando terreno e posizioni nelle spedizioni contro i barbari. Sconfitti gli Iutungi, la cui invasione fa tremare Roma più che mai, riportandola ai tempi dell’invasione gallica di molti secoli addietro, Aureliano si fa incoronare imperatore. Tra le prime misure da intraprendere c’è proprio la costruzione delle sue famose mura, che dai tempi della monarchia, quasi un millennio prima, non sono mai state ampliate. E poi la riconquista dell’Oriente, dove la regina Zenobia ha costruito un regno indipendente e che Aureliano sconfigge tra prodigi divini e tattica militare, e della parte dell’Occidente sediziosa, dichiaratasi indipendente come un preteso Impero Galliarum. Riunificato l’impero, Aureliano può dedicarsi ad ambizione riforme in materia economica e religiosa, dimostrandosi una delle personalità chiave di questo periodo critico della storia di Roma…

La collana I Condottieri dell’editore Graphe.it si costituisce di una serie di ritratti di personalità affascinanti della storia e spesso ingiustamente dimenticate. Famose sono le mura aureliane, però dell’imperatore che ne avviò la costruzione difficilmente si ricorda qualcosa. Eppure Aureliano è una figura di spicco in un tempo di grandi cambiamenti: la riforma religiosa che mira a raccogliere la varietà dei culti che andavano diffondendosi attorno all’adorazione della divinità solare, la cui data sacra fu posta dall’imperatore al 25 dicembre; il tentativo di frenare l’inflazione, che anticipa quello di Diocleziano e che rende l’idea della crisi in cui versavano le finanze dell’impero; la costruzione delle mura stesse, che segnano la definitiva presa di coscienza che Roma non è più al sicuro. E poi le guerre, le spedizioni contro i barbari, gli accordi diplomatici, il rigore e l’inflessibilità, temperati da moderatezza e capacità di ascolto. Questo racconta Alberto Magnani – studioso di tarda antichità – guidato dalle fonti antiche, inaffidabili e però assai significative. In meno di cento pagine, l’autore traccia le tappe fondamentali della formazione e dell’ascesa al potere di Aureliano, della sua politica e delle sue imprese militari, ponendo sempre la giusta attenzione al contesto e a quello che le gesta di un imperatore significano nel corso più ampio della storia.