Kailani ha trascorso tutti i suoi diciannove inverni a Nightfall, un regno di Avalier popolato da umani e governato dalla regina Zaphira, da sempre in lotta con i territori limitrofi popolati da creature fatate come elfi, dragonidi e lupi. Anche se suo padre, Rufus Dulane, era un elfo purosangue, Kailani ha ereditato le orecchie corte della madre e nessuno a Nightfall sospetta delle sue origini. Vive con la zia materna l’unica famiglia che abbia mai conosciuto. Sua madre morì dandola alla luce, mentre suo padre fu giustiziato poco dopo, durante uno dei suoi tentativi clandestini di raggiungere la figlia per una visita. Gli elfi non sono tutt’ora ammessi in territorio umano e per le creature magiche varcare i confini del regno di Nightfall significa morte certa. A distanza di anni, il destino avverso torna a presentare nuove sfide per Kailani e la ragazza finisce nei guai proprio per salvare la persona che più ama. La zia, gravemente malata, necessita di medicine fin troppo costose e indebitarsi è l’unico modo per ottenerle. Se solo fosse stata capace di usare il suo potere elfico curativo! E invece si ritrova di fronte ai cancelli di Elf City, capitale di Archmere, stipata su un carro insieme ad altri schiavi pronti per essere venduti come servi al miglior offerente. Tutto per quelle cinque monete d’oro che doveva al farmacista. Intenta a cercare con lo sguardo una via di fuga, Kailani in un primo momento non si accorge che a valutare la loro qualità, la mancanza di malattie e di pidocchi, è nientemeno che la capocameriera del palazzo reale. Forse dopotutto non sarà costretta a mansioni di dubbia moralità, cucinare e pulire rientrano nelle abilità che ha maturato abitando con sua zia. Inoltre, può sfoggiare dei punti di forza che gli altri prigionieri sicuramente non hanno: sa leggere, scrivere, è abile nel calcolo, ama la letteratura, conosce la chimica organica ed è appassionata di tutto ciò che riguarda la guarigione. Sicuramente delle qualità che interessano ben poco alla signora Tirth ma che colpiscono una delle figure incappucciate presenti alla selezione. Una sorpresa scoprire che sotto quel mantello si nasconde Raife Lightstone in persona, re di Archmere. A quanto pare, il re è in cerca di qualcuno di fidato, istruito (abbiamo forse dimenticato di puntualizzare che Kailani parla anche tre lingue?) e sveglio da assoldare come assistente personale. Davvero una fortuna! Stipendio: una moneta d’oro all’anno. Cinque anni per estinguere il suo debito. E le mansioni da svolgere non sono nemmeno troppo complicate: aiutarlo a trovare una moglie (pure divertente); ricordare nomi, compleanni (facile); partecipare alle assemblee (la parte più noiosa, forse) e... un momento. ASSAGGIATRICE?!

Avevamo lasciato Arwen e il suo re dei draghi all’indomani di un importante incontro: quello con il re degli elfi, giunto a Embergate in cerca di aiuto. Con quel passaggio di testimone, Leia Stone introduceva il secondo volume della sua serie romantasy, Kings of Avalier. Ed eccolo qua, Raife Lightstone, l’unico superstite della famiglia reale elfica, cancellata dalla regina di Nightfall. Quello che desidera sopra ogni cosa è ovviamente la vendetta ed è pronto a tutto per ottenerla. Persino sposarsi. Ma se l’odio è il sentimento motore delle azioni di Raife, a contrapporsi c’è il sacrificio e l’amore di Kailani, che per il bene di sua zia, accetta di ripagare il suo debito al servizio del re mettendo a rischio la sua vita in qualità non solo di segretaria personale ma anche di assaggiatrice. Se nelle vostre fantasie l’amore romantico nato tra boss e segretaria vi ha sempre stuzzicato, eccone una versione ad ambientazione fantasy in cui, alla parte romance, si affianca un piacevole world building che mischia epoca attuale ed elementi che richiamano epoche medioevali. Ad Elf City non ritroviamo le battaglie cruente de Il re dei draghi, al contrario, a farla da padrone nel regno elfico è il potere curativo. Il male è sottile e subdolo, sta in disparte, arriva sottoforma di veleni insapori e inodori, nascosti in cibi apparentemente innocui. Un cambio quasi speculare di prospettive tra i due libri. La regina qui attacca di nascosto, mentre prima i suoi assalitori volavano nel cielo seminando distruzione. Opposti sono anche i due re: potenza e distruzione per i dragonidi, raffinatezza e cura per gli elfi. Un interessante approccio che però non vivacizza una trama abbastanza scontata, ricca di fin troppi luoghi comuni (sia nel campo del romance, sia in quello fantasy). Anche in questo secondo capitolo, a farla da padrona è la figura femminile, che si esprime attraverso una scrittura molto introspettiva e ironica. Entrambe le protagoniste, Arwen e Kailani, sviluppano una crescente intraprendenza e acquisiscono forza dalla conoscenza del sé, di quella parte interiore e sconosciuta (la dragonide per Arwen, quella elfica per Kailani) che convive con l’io consapevole. Un messaggio di accettazione sempre attuale e motivante nelle fasce di età in cui la ricerca di un’identità è appena iniziata. Che poi si sa, quella della conoscenza del sé è una via senza capolinea, e spesso percorrerla con un libro, aiuta a trovare qualche risposta in più.