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La cacciatrice di narcisi

La cacciatrice di narcisi

Alba Parietti e il suo compagno sono in Sicilia, in vacanza, e litigano di continuo, per i più svariati motivi. Se lei desidera scendere dalla barca e fare una passeggiata, lui – manco a dirlo – vuole restare a bordo. Se invece è lei a voler restare sulla barca a crogiolarsi al sole, lui improvvisamente ha voglia di scendere e passeggiare. E poi smanetta continuamente con il cellulare, come se in realtà non vedesse l’ora di venire smascherato. E allora Alba fa quello che una donna non dovrebbe mai fare: ficcare il naso tra i messaggi del partner. Ovviamente trova quel che temeva: messaggi ambigui inviati a donne diverse, per alimentare le loro speranze e tenerle sospese. Immediata parte la scenata, con tanto di urla, calci e graffi sul collo del fedifrago. Alba se ne va più in fretta possibile… Anche se non lo si chiede, c’è sempre un’amica che, convinta di agire nel tuo interesse, ti vuole presentare un potenziale fidanzato. E l’amica di Alba le presenta, a pranzo, un ragazzo romano decisamente bello, che già al primo incontro le promette viaggi e matrimonio e non si fa scrupolo a parlare malissimo della compagna che, ovviamente, sta per lasciare. Già questo comportamento offende Alba che, tuttavia, da vera sadica, accetta comunque un invito per un’uscita a due. Il programma della serata prevede una sfilata di moda ed una cena. Alba sale nell’auto del ragazzo, una Porsche orrenda in cui si fatica ad entrare… Tre sono i giornalisti con cui Alba ha avuto relazioni. Il primo la intratteneva per ore al telefono e la affascinava con i suoi racconti. Si è trattato di un rapporto più che altro metafisico. Il secondo ha affiancato la vita della donna per oltre un decennio. Forse la noia ha giocato un ruolo di un certo peso nella relazione, nel senso che Alba, non più ragazzina, si è adagiata ed ha accettato di passare il tempo a sentirsi declamare poesie. Quando poi ha scoperto che le stesse poesie erano recitate anche ad altre donne, ha deciso di darci un taglio. Il terzo giornalista, infine, era un duro, un tipo impegnato nel sociale senza macchia e senza paura, forse…

Quanti esemplari diversi di uomini che si sentono superiori ad ogni creatura vivente, ed autorizzati per questo a manipolare chiunque, si trovano in questo libro, il terzo, di Alba Parietti, nota opinionista e conduttrice televisiva di origine piemontese! C’è il bugiardo patologico, il traditore seriale, il trasformista, l’idiota telefonico; c’è l’uomo che si nutre di doppi sensi e quello per cui la relazione altro non è che una serie infinita di flirt; c’è quello per cui nessuna donna regge il confronto con l’adorata mamma e quello che da un giorno all’altro si fa di nebbia e sparisce nel nulla. La Parietti scrive una specie di manuale che possa aiutare le donne a stare alla larga dai Narcisi e sottolinea che “Se non sempre sono stata migliore dei disgraziati che descrivo, certo, descrivendoli, mi sono sentita molto meglio”. Una serie di capitoli nei quali si susseguono aneddoti, più o meno divertenti, che raccontano la fragilità umana e le situazioni, a volte dolorose e difficili, che il quotidiano può riservare. Consigli su come smascherare – o amare – il narciso di turno, ricavati dal confronto tra le esperienze personali della Parietti e quelle di donne a lei vicine, che si sono confrontate sugli uomini che le hanno ferite o divertite – a modo loro – e che comunque nel bene o nel male hanno lasciato un segno. Vengono analizzate e asfaltate le tecniche di seduzione utilizzate da questa singolare categoria di uomini e, soprattutto, raccontando con ironia gli scivoloni inevitabilmente presenti in una relazione – e il conseguente tentativo di rimettersi in piedi –, si finisce per parlare di donne, della loro forza, delle loro insicurezze e della loro complicità, necessaria per scrollarsi di dosso il senso di colpa di cui si finisce inevitabilmente vittime quando si ha la sfortuna di imbattersi in storie malate e immature. Una lettura ironica, uno spaccato semiserio della vita di una donna sicura di sé ed emancipata, che osserva con cinico distacco – forse eccessivo – le innumerevoli crepe delle sue relazioni.