Un discorso è sempre una faccenda seria: ci si prepara per tempo, spesso toglie il sonno. Che sia per una laurea, un matrimonio, un pensionamento, bisogna scegliere con accuratezza le parole, non essere banali ma neppure troppo pesanti, essere portatori di una sana ironia e, nella stessa misura, provare a far riflettere il proprio pubblico, qualunque esso sia. Così ha pensato il poeta, eletto alla carica di senatore a vita e pronto a parlare davanti ai suoi nuovi colleghi senatori e al Presidente della Repubblica al momento della nomina. E se portasse come argomento il Giulio Cesare di Shakespeare? Indubbiamente un capolavoro, noto a tutti, ma non sarà datato ed obsoleto rispetto ai tempi attuali? Ha ancora senso il ruolo del letterato in una società in cui tutto sembra polverizzarsi, in cui i valori vengono continuamente stravolti? Forse, analizzando le figure dei protagonisti della tragedia in sei atti, di Cesare innanzitutto ma anche - e soprattutto - di Bruto che molti critici vedono come il vero protagonista dell’opera, forse, si può arrivare a comprendere qualcosa in più delle cose che succedono oggigiorno o come le stesse cose “andrebbero costruite al di là del loro stesso proposito” come si fa dire allo stesso Cicerone nel dramma...

La Piccola Biblioteca Inutile della Casa Editrice ItaloSvevo (gruppo Gaffi) pubblica titoli davvero particolari, accomunati da alcune caratteristiche tipografiche come la esigua foliazione, il formato piccolo, quasi da tascabile, una scelta accurata della carta sia per l’interno che per la coperta palesata alla fine del volume e, soprattutto, pagine da aprire con un tagliacarte: tutto ciò rende la lettura ancora più concreta, facendo andare in solluchero certi amanti/feticisti del libro. Giovanni Nucci, autore di questa sorta di divertissement (e di innumerevoli altre opere), è anche il curatore della collana. Il libro si legge volentieri, con curiosità di scoprire sicuramente cosa ha a che fare una tragedia scritta a cavallo tra il ‘500 ed il ‘600 da Shakespeare ‒ e che tratta di vicende ancora più in là nel tempo ‒ con la nostra situazione politica italiana e poi, ancora di più, scoprire che diavolo significa questo titolo che di primo acchito fa pensare ad un manuale di green economy. Eppure il titolo è azzeccatissimo, eccome se lo è, ma non si può certo spoilerare qui. Nucci con scrittura agevole e chiara fa quello che ci dicevano sempre a scuola, ma che raramente riusciamo a fare, cioè imparare dai classici: lì, tra le righe, molto spesso, c’è la verità, basta avere il tempo di analizzare con una certa pazienza e profondità i concetti, i libri, le storie e non solo consumarle (per poi gettarle a terra senza differenziarle).