Aprile 2019. Il grande fiume Po scorre lento, invisibile e, anche se la notte lo nasconde bene, se ne può sempre sentire l’odore. Il suo argine è come una cicatrice nel buio, nero su nero. Due uomini camminano in silenzio, senza proferire parola. Si sente solo il fruscio dei passi sull’erba. L’uomo in testa si ferma all’improvviso, proprio nel centro di un pioppeto. Quello dietro domanda quanto manca. Succede tutto in un istante. Un rumore sordo, l’ansimare spezzato e la gola serrata come in una tenaglia. Poi un tonfo. Il primo uomo trascina quindi il cadavere del secondo nel punto prescelto per la cerimonia. Lo dispone con cura, sistemandogli le braccia e le gambe come prestabilito. L’ultimo dettaglio è l’orologio fra le dita. Alla fine di tutto si fa luce con una piccola torcia per sincerarsi che tutto sia come deve essere, prima di allontanarsi. Intanto, la mattina successiva, Radeschi ha già inforcato il suo Giallone alle sette del mattino. Destinazione: Capo di Ponte Emilia per fare una sorpresa ai suoi genitori per le vacanze di Pasqua. Peccato che, dopo avere pianificato tutto il viaggio e avere scelto appositamente il tragitto meno trafficato evitando accuratamente le autostrade, la leggendaria Vespa gialla del 1974 decida di lasciare il giornalista hacker a piedi a dieci chilometri scarsi dall’arrivo...

Il giornalista hacker Enrico Radeschi, amatissimo personaggio letterario creato dal fuoriclasse italiano del giallo e del noir Paolo Roversi, ritorna in questo romanzo che si dipana tra Milano e la Bassa padana. Dovrà fronteggiare, come un fantasma del passato, il cosiddetto “Mostro del Po”, un terribile serial killer che ha seminato il panico nell’area negli anni Sessanta e che ora sembra proprio sia tornato a colpire. Ad aiutarlo, il maresciallo della stazione locale dei Carabinieri Giorgio Boskovic e il maresciallo Gennaro Rizzitano, suo ex compagno di scuola. Per Radeschi questa indagine si tramuta in un vero e proprio tuffo nel suo passato e in quello dei luoghi della sua infanzia, fra leggende e miti popolari come del “Tribunale delle Acque”, un’antica leggenda risalente ai tempi dei Gonzaga che racconta di una corte soprannaturale pronta a giudicare le anime dei peccatori, nelle notti senza luna, sulle sponde del Po. La trama si sdoppia su un doppio binario dato che a Milano, intanto, Sebastiani è impegnato nell’indagine su di un apparente suicidio che però ha tutta l’aria di essere un omicidio. A coadiuvarlo la tostissima hacker filippina Liz. Ottimo ritmo come sempre per questo romanzo di Radeschi più introspettivo del solito e per questo forse ancora più affascinante rispetto agli altri della saga.