Vari gusti, per tutti i gusti. Alcune inclinazioni si scoprono dopo i trenta? La speranza è che il tuo partner storico gradisca, oppure non resta che decidere se seguire i propri istinti o farsi inseguire da loro per sempre. Da certe scoperte non si torna indietro. Il desiderio è in calo vertiginoso? Non rimane che una terapia d’urto e nulla sarà più come prima. La realtà che vivi e le tue fantasie: dualità, il sale della vita. Sei sicura che non possano avverarsi quelle fantasie e che, un bel giorno al tuo risveglio, tu ti renda conto che i sogni e le perversioni nascoste hanno preso il controllo della tua vita sessuale e non? Chi non ha sentito vari ed eventuali pruriti negli anni di “Colpo grosso” o dei B-movie all’italiana? Questa, signori, è memoria sessuale e sensuale che va dal liceo, alla fine degli anni ‘70, le avventure volute e desiderate e da grandi quelle vere, assaporate. Un antico palazzo con un’aria quasi sinistra attira sempre l’attenzione. Ancora di più se al suo interno tre sorelle non nascono nessun tipo di perversione e non solo, il loro segreto passerà attraverso un’iniziazione piena di piacere e dolore… La ragazza pulp-punk non ama stanze comode e letti appena rifatti ma le latrine dei cinema, o dell’Air Terminal Roma- Fiumicino… E poi, è così difficile scrivere un racconto erotico per un progetto editoriale? Forse no se c’è un amico che pedina la sua donna e la spia mentre è in macchina con il suo amante...

Otto storie per quattro autori e quattro autrici e una copertina double face per dividere i racconti maschili da quelli femminili – mentre nel mezzo troviamo una short-story a fumetti. Un mix di una tristezza infinita in un polpettone pieno di banalità e luoghi comuni. Un unico fil rouge lega tutti i racconti: la volgarità fine a se stessa. E un effetto finale ben più grave: la noia. A tratti qualche barlume d’interesse sembra rischiarare l’orizzonte come nel racconto di Rossella Anelli, ma la fiammella è presto spenta. Le idee di base spesso sono interessanti ma bastano le idee in un vortice di scrittura ingenua e mediocre? Va bene... potete sempre godervi le belle copertine, in questo caso, opera di Alberto Lingua. Lo spirito del volume sembrava dover essere in origine un mix di racconti pop-porno in una veste editoriale quasi anni ’70, ma è clamorosamente mancata la leggerezza che caratterizza quel linguaggio, che caratterizzava quell’epoca. Se cercate lo stuzzicante sapore di un libro intrigante, sappiate che gli unici brividi che proverete saranno simili a quelli che avrete se uscite per strada in una notte di dicembre, in mutande: il gelo.