Salta al contenuto principale

Kings of Avalier - Il re dei draghi

Kings of Avalier - Il re dei draghi

Nelle terre di Avalier, nel regno di Embergate, c’è un piccolo villaggio nell’estremo nord, situato proprio alle pendici di Cinder Mountain. Arwen vive con sua madre e con la sorella minore Adaline in una delle tante capanne di Cinder Village. Sua madre è umana ma il padre, deceduto quando Arwen aveva solo nove anni, era per un decimo drago. A regnare su Embergate è infatti una stirpe di draghi e le strade della capitale brulicano di dragonidi. Cinder Village è un po’ un’anomalia, una popolazione mista con umani, dragonidi, elfi e altri esseri fatati. Senza un uomo in famiglia non è facile sopravvivere nelle terre del nord, dove il cibo proviene prevalentemente dalle coltivazioni e dalla caccia. La carne è molto costosa e per Arwen quella di diventare una cacciatrice è una scelta quasi inevitabile. Eccola proprio adesso, di ritorno da una battuta di caccia, con un leone di montagna sulle spalle, pronto per il tavolo da macellaio allestito dalla madre. Un doppio successo per lei: cibo assicurato per almeno due lune e il rientro a casa giusto in tempo per il Festival dell’amore. È il Primo Maggio, giorno di grande festa per il villaggio, specialmente per i ragazzi maggiorenni non ancora fidanzati. Un’occasione di creare nuove coppie e di scegliere “casualmente” la propria metà baciandosi ad occhi bendati. Arwen non ha dubbi, il suo primo bacio deve essere per Nathanial. Per l’occasione indossa un vestito e sua madre le ha inserito dei fiori selvatici tra i capelli dorati, acconciati in una treccia. In cuor suo però sa di non poter competere con la femminilità delle altre giovani. Quest’anno, per giunta, le ragazze hanno un motivo in più per agghindarsi. Secondo alcune indiscrezioni, pare che re Valdren abbia inviato degli annusatori in tutta Embergate per scovare una moglie adatta a dargli un erede e la Guardia Reale ha appena raggiunto Cinder Village. La voce di Brenna, la sarta, dà il via al tradizionale primo bacio: “Giovani innamorati, fatevi avanti e baciate la prima persona che toccate”. Le dita di Arwen si allungano fino a sfiorare una barba ispida e una mascella affilata. Che delusione! Questo non può essere il viso da bambino di Nathanial. Ma il bacio è caldo, avvolgente, elettrico. Chi ha catturato le labbra della indomita Arwen, riscaldando il suo cuore di cacciatrice solitaria?

La serie romantasy Kings of Avalier di Leia Stone si compone di quattro romanzi autoconclusivi ambientati nelle terre di Avalier. Nel capitolo iniziale viene introdotto il primo dei re, Drae Valdren, potente drago i cui poteri rischiano di esaurirsi a causa della mancanza di un erede. Il recente lutto per la perdita della moglie e la morte del futuro nascituro durante il parto non possono distogliere il re da questo importante compito. Prende così avvio una vera e propria caccia alla donna dotata di sufficiente forza magica da poter partorire il futuro erede al trono di Embergate. Lo sviluppo romance, incarnato da un intramontabile triangolo e alimentato dal desiderio di avere qualcosa di irraggiungibile, si intreccia a un world building stranamente ben sviluppato per un genere in cui l’ambientazione riveste solitamente un’importanza secondaria. Assalti, imboscate, battaglie volanti mettono alla prova le capacità fisiche e la forza d‘animo della giovane Arwen che, immancabilmente, scoprirà nuovi aspetti di se stessa e del suo passato. La trama, seppur appoggiata a temi abbastanza classici (il principe cercamoglie, l’eroina forte e indipendente, l’amore ostacolato dalle origini dei protagonisti, il sacrificio dei propri sentimenti a favore dell’altra metà amata) scorre in modo piacevole, riuscendo nell’intento di regalare una piccola fuga dalla realtà. Alcuni plot twist, tuttavia, vengono affrontati in modo sbrigativo, con scelte lapidarie ed “estreme” necessarie a coronare il sogno amoroso dei protagonisti nel limitato numero di pagine disponibile. In diversi passaggi, inoltre, la componente romantica viene trascurata a favore di quella fantasy, rendendo più freddo e pilotato il rapporto tra Drae e Arwen. Un punto a favore va sicuramente alla caratterizzazione dei personaggi e dei loro tratti peculiari, un fattore idoneo a risollevare una storia che altrimenti si limiterebbe ad uno sviluppo alquanto banale e scontato.