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Alfabetiere delle fiabe

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C’è un corteo di personaggi, che cammina compatto tenendosi a uno strano corrimano (ha tutta l’aria di essere una lunga treccia, possibile sia quella di Raperonzolo?). La prima in ordine alfabetico è la A di Aladino. La sua lampada magica è nota a tutti, ma forse nessuno ha mai visto il genio nel momento esatto in cui si risveglia dal sonno, stiracchiando le braccia tra le volute di fumo. B come Bella addormentata nel bosco, che si pungerà il dito, perché questo è il dono della fata senza invito. Bellissima e fresca dopo cent’anni di sonno, appena sveglia sposerà il principe. C di Cappuccetto: qui c’è il cacciatore che spara al lupo, ma dalla pancia escono nonna, bambina, un coniglio e un’arancia! Enrichetto dal ciuffo spunta dal tronco di un albero, e così la sua sposa. Si vedono e no, come succede ai banchetti di nozze organizzati nel bosco; si vedono per come appaiono o per come sono? F di Fiammiferaia, G di Gatto con gli stivali, H di Hansel, che tiene Gretel per mano mentre una nuvola di uccelli dalle piume coloratissime si posa sul sentiero dietro le loro spalle, a divorare le briciole di pane. Più avanti Mignolina e i Nani di Biancaneve. Proprio lei, bianca come la neve: una mano tesa a ricevere un inquietante dono velenoso...

Da Aladino alla Zucca di Cenerentola - senza tralasciare la X di Xi Shi, né la J di Jack e il fagiolo magico – questa raccolta mette insieme personaggi e fiabe di tutte le tradizioni: occidentale, orientale, nordica e russa. Che siano storie già conosciute o mai ascoltate prima, sarà piacevole farsi accompagnare dai testi in rima: divertenti, sintetici quanto basta per salvare il gusto senza perdere l’attenzione, sono ritmati da rime baciate mai scontate. Quello che non mostra la parola, è rivelato dall’illustrazione, sempre ricchissima e piena di sapore, come ormai ci aspettiamo da Fabian Negrin. Cappuccetto e il lupo (e che lupo, che manto selvatico e spaventoso!) si incontrano in un bosco lussureggiante, attraente e repulsivo al tempo stesso. Jack, arrampicato sul suo fagiolo magico, ci porta con sé tra le fronde: sentiamo insieme la vertigine dell’altezza, la paura di cadere e la curiosità di crescere. Il canto dell’usignolo che si fa visibile, un omaggio a De Chirico, almeno due ritratti di incredibile bellezza: cercateli tra le pagine. Un libro bello da regalare, da condividere con i bambini, da leggere ad alta voce, da guardare e riguardare finché non avrete trovato tutti i dettagli.