Castelfatum è un libero borgo posto sulle rive del lago che si stende al confine fra Italia e Svizzera. Attorno, ampie brughiere, verdi boschi di abeti e castagni, rigogliosi pascoli in cui vagano tranquille le mucche e le pecore danno al luogo una dimensione fiabesca. La vita a Castelfatum, non semplice borgo, ma Stato sovrano con la propria moneta e le proprie leggi, scorre apparentemente tranquilla e in pace. Una leggenda vuole che chiunque giunga qui possa trovarvi il proprio destino e realizzarlo, sempre che si tratti di un destino positivo e onesto, altrimenti sono guai. Infatti, chiunque arrivi con cattive intenzioni, “pare abbia avuto un destino sfortunato, quando non tragico o maledetto”. Un’altra particolarità del luogo è quella di presentarsi evanescente, incerto, come nascosto dietro una fitta nebbia, mutevole. Le fotografie che passeggeri o turisti scattano a poco a poco sbiadiscono e, tra tutte le rappresentazioni di Castelfatum, solo quelle disegnate dai bambini resistono nel tempo. In questo borgo attraente ma molto misterioso si intrecciano le vicende di Amelia, Martino, Dora e Alberto, una combriccola in cui ciascuno è dotato di capacità rare e straordinarie. Amelia, di nove anni, sa leggere i pensieri altrui. Martino, di dieci anni, conosce le lingue degli animali. Dora, la più grande, è una tredicenne capace di rendersi invisibile. Alberto, di dodici anni, possiede una magica penna che gli racconta, ovviamente per iscritto, tutto ciò che gli serve sapere…

Castelfatum è un “libro ad albero”, cioè dotato di una struttura narrativa interattiva e a bivi (i rami dell’albero, così che, compiendo un percorso di ramo in ramo, si conquista la vetta). Fa dunque parte della grande e variegata famiglia dei libri-gioco del passato, ma con alcune varianti originali e specifiche. Tra le modalità di lettura del testo sono presenti, infatti, tre elementi inediti e fondamentali. Il primo è costituito dalla scelta del punto di vista: all’inizio della storia chi legge sceglie quale dei quattro protagonisti interpretare. Il secondo elemento sta nel fatto che ogni percorso è unico, così che, dopo aver scelto un personaggio, non si conoscono i punti di vista (e le vicende) degli altri tre; per avere un quadro completo della storia, si dovrà dunque mettersi nei panni, di volta in volta, di tutti e quattro i protagonisti. Il terzo elemento è la contaminazione, in un’unica narrazione, di generi letterari diversi: si parte dal fantasy, ma pian piano la vicenda assume le caratteristiche della fantascienza. Il percorso si realizza dunque attraverso la trama del romanzo, ma anche attraverso i due generi letterari che la sostengono. Curiosità, attenzione, capacità di decisione sono costantemente richieste ai lettori e alle lettrici durante la loro “immersione” nel libro. Tea C. Blanc, qui al suo primo testo per ragazzi, è una scrittrice comasca esperta di saggistica e letteratura dell’immaginario. Illustrazioni di Angela Gubert.