Gella, piccolo e immaginario paese in provincia di Salerno. Rosanna e Mario si conoscono sui banchi della scuola elementare. Lei, nata e cresciuta in paese, figlia di un venditore di maiali e di una casalinga, è una bambina diligente e composta. Lui, nato in Germania, figlio di emigranti tornati a vivere nella propria terra d’origine, è un ragazzino “silenzioso e ordinato”. Sin dal primo incontro si sentono molto affini, si avvicinano e iniziano a costruire un’amicizia che di giorno in giorno si fa sempre più importante. Giocano, dialogano, si ascoltano e si consolano vicendevolmente, si guardano e si piacciono. Gli anni passano e raggiunta l’adolescenza, da amici speciali diventano fidanzati inseparabili. Questo loro legame è però mal visto dalle rispettive madri che per i propri figli sognano futuri totalmente diversi e nettamente separati. Le due donne aborrono quell’unione e cercano di annientarla con ogni mezzo e in ogni modo. Ma Mario e Rosanna sono molto legati tanto da progettare di vivere insieme e di avere dei figli; la loro è una storia molto solida che sembra non risentire degli ostacoli di matrice materna disseminati lungo il cammino. La mutevolezza della vita è però in agguato e i due ragazzi, loro malgrado, saranno chiamati a confrontarsi con essa…

Dopo la pubblicazione di Certi giorni sono felice (selezionato per il Premio Strega nel 2006), Il rimedio perfetto e La più bella del mondo, Lucrezia Lerro, poetessa e scrittrice di origine salernitana, ci omaggia di un nuovo romanzo che, dimostrandosi il risultato di un raccontare capace e avvolgente, si rivela subitamente un dono gradevole e gradito. Protagonista unico e assoluto dell’opera è l’amore contrastato e ribelle che unisce Mario e Rosanna. Il loro è un rapporto fulmineo e invadente, innocente prima, e passionale dopo, un legame viscerale vissuto in pieno e a tutto tondo, ma anche un sentimento malamente giudicato e tristemente ostacolato. Fluide e feconde, le mani romanziere di Lucrezia Lerro hanno scritto la nascita e la morte di questa storia d’amore che, trovatasi a fare i conti con le possibili e numerose tempeste (contrasti famigliari, cattivi giudizi, mere difficoltà) che agitano il mare della vita, ha toccato con mano il naturale divenire delle cose e non è riuscita a sopravvivergli. Così La bambina che disegnava cuori si dimostra essere non solo la cronaca della fine di un amore, ma anche e soprattutto un racconto che ci consente di ricordare che proprio come nella vita, anche nell’amore, “panta rei”: tutto scorre.