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7 crimini - Il rapimento

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Un gruppo di alpinisti, nel corso di un’impervia e complicata escursione invernale su una scoscesa vetta, si trova impossibilitato a proseguire la salita a causa delle avverse condizioni meteorologiche, tra cui una tormenta di neve. La combriccola è costretta a rimanere bloccata a lungo in una baita, soffrendo un po’ di questa forzata “limitazione della propria libertà personale e di movimento”. Probabilmente è questa situazione che sollecita il racconto che uno dei membri più maturi del gruppo (da ciò che si intuisce, un magistrato in pensione) inizia a narrare alla comitiva, cercando di far passare il tempo nel modo più coinvolgente e interessante possibile. Protagonista di tale storia è la giornalista Silvia Farnese, che indaga su un caso giudiziario in cui nulla è come sembra: un minore, molto intelligente ma chiuso, riservato e a tratti scorbutico a causa delle difficili esperienze che ha attraversato, viene conteso tra due famiglie. Da un lato, la famiglia che lo ha cresciuto per molti anni, la famiglia De Dominicis, che sostiene che lui sia il loro figlio naturale; dall’altro, la signora Farnese, che sostiene invece che Tommaso, un mago dell’informatica già in tenera età, sia venuto da lei a reclamare la parentela. Afferma di essere sua nonna, madre di suo padre, morto in un incendio, mentre Tommaso, dato per morto anche lui nel rogo ma invece sopravvissuto, sarebbe stato segretamente adottato dai De Dominicis fino ai suoi attuali quindici anni. Anche la sorella della nuora della Farnese, Lavinia, cerca di “accaparrarsi” il nipote, pur avendolo conosciuto di persona solo in quell’ultimo periodo… ma la vera verità è una terza, ancora diversa da queste due...

Questa graphic novel (un esempio atipico di “saggistica a fumetti”) segue altri sei episodi ispirati da altrettanti tipi di delitto “capitale” e costituisce la conclusione della serie quale settimo volume. I quattro autori (Siniscalchi e Biscotti come disegnatori, Sciaretta e Centomo come sceneggiatori) sono riusciti a realizzare una storia piena di suspense, molto coinvolgente e al tempo stesso interessante e suggestiva, capace di mettere in luce sia le caratteristiche giuridiche e processuali di un delitto così grave, sia le enormi conseguenze che esso può determinare nella vita di decine di persone, ossia chiunque sia vicino alla vittima per parentela o affetto. Molto intrigante e originale anche il punto di vista utilizzato, quello di una giornalista che, in quanto tale, è portata a indagare i fatti al fine di approfondirli e conoscere la verità o almeno avvicinarsi ad essa; proprio per questo non è particolarmente interessata a giudizi di valore o etici - che in ogni caso traspaiono chiaramente dai comportamenti e dalle scelte dei personaggi, pochissimi dei quali davvero indenni da condotte negative, squalificanti ed egoiste. La storia raccontata, pur rifuggendo da qualsiasi “morale” espressa, riesce sottilmente a mettere in guardia da qualsiasi tipo di approccio ottuso o semplicistico: chiunque debba, per motivi professionali o di vita, affrontare situazioni così scabrose deve sapere che rischiano di diventare irrisolvibili se non si cerca di considerarne in modo adeguato ogni implicazione psicologica.