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Dieci secondi

Dieci secondi

Ben infila nello zaino una bottiglia di whisky, esce dal negozio di alcolici e imbocca la strada principale del villaggio di St Marnham. Fuori, i clienti serali si mescolano a un flusso costante di pendolari londinesi che si dirigono stancamente verso casa. Intravede due uomini dietro un bidone della spazzatura: stanno sniffando frettolosamente cocaina. St Marnham e la sua vicina città natale, Haddley, non fanno eccezione alla cultura della droga. Scende sul sentiero che costeggia il Tamigi. Sotto il ponte ferroviario, c'è un senzatetto; due uomini lo derubano di quel poco che ha e urlano dalle risate prima di sparire nella notte. Con la pioggia che si fa più intensa, è felice di vedere il ristorante Mailer's illuminato. Di proprietà di East Mailer e del suo socio e marito Will Andrews, nell'ultimo decennio il ristorante ha ottenuto recensioni eccellenti anche a livello nazionale. Grazie al suo primo libro di cucina e al debutto nel programma Saturday Kitchen della BBC, East si è trasformato in una celebrità. Guardando il telefono, Ben vede un messaggio di Madeline Wilson, il suo capo, direttrice del principale sito di notizie online del Regno Unito, con cui lavora da quasi dieci anni: lo avverte che lo raggiungerà in pochi minuti. Nel corso della sua carriera si è battuta per l'equità e la giustizia, e si aspetta lo stesso da tutto il suo team, un impegno che ha ereditato da suo padre, Sam. Giornalista della vecchia scuola, proprietario e direttore del “Richmond Times”, è diventato per Ben una sorta di figura paterna. Sono lì per festeggiare il compleanno di Sam che, nonostante i settantaquattro anni, non ha accettato passaggi e ha insistito per prendere l’autobus. Quando Madeline e Ben entrano nel ristorante East riconosce subito la sua migliore amica, conosciuta al quarto anno delle superiori. Quando vengono finalmente raggiunti da Sam, seduti al tavolo mentre scarta il regalo della figlia, l’attenzione di Ben viene catturata da un gruppo di donne al cocktail bar: è sicuro che tra un gin martini e l’altro hanno fatto il suo nome. È abituato agli sguardi di traverso: ventitré anni prima, l’omicidio di suo fratello Nick, all’epoca quattordicenne, e del suo amico Simon ha avuto una triste notorietà. Un anno dopo, due ragazze che andavano a scuola con loro sono state condannate per il duplice omicidio e quel crimine esercita ancora un fascino morboso sulla gente. Ben viene importunato da una delle quattro donne che, ubriaca, vuole un selfie con lui. Gli chiede anche se conosce Nathan, il figlio dell’assassina di ragazzini, che lavora nel ristorante. Si scatena il caos e East, con la sua figura imponente, ormai esasperato dal fatto di trovarsi continuamente sotto i riflettori, interviene, allontanando di peso le donne dal suo locale, sotto lo sguardo divertito di Sam che sta riprendendo tutto con il suo cellulare: questa scena potrebbe persino diventare virale…

Dieci secondi costituisce il terzo tassello di una sorta di conto alla rovescia iniziato tempo prima, quando Ben Harper, nei primi due romanzi della serie, I dodici segreti e Gli undici inganni, si è ritrovato, suo malgrado, a indagare su vicende in cui si intrecciano segreti familiari, scandali locali e colpe accuratamente celate. L’indagine non è mai soltanto ricerca della verità, ma un modo per fare i conti con il proprio passato e con una comunità che vive di tensioni sotterranee. Ritroviamo questi elementi fin dall’avvio di Dieci secondi, quando Ben e Madeline, che lavorano ancora insieme, si ritrovano a festeggiare il compleanno di Sam, il padre di lei. Quando, alla fine di una serata ricca di tensione, la donna lascia il ristorante, si accorge che, stranamente, l’autista è in ritardo: un dettaglio importante, perché da quel momento tutto cambia. La sua scomparsa rappresenta l’innesco di un meccanismo a orologeria. Il padre riceve un messaggio dai rapitori della figlia e chiede a Ben di intervenire. In modo repentino le osservazioni, gli scambi tra colleghi, i dissapori interni alla polizia, le difficoltà che i vari personaggi stanno affrontando nella vita privata, assumono un valore diverso. La spinta emotiva della ricerca di Ben e di Sam fa superare loro i confini del proprio ruolo: il romanzo li segue mentre scandagliano il passato professionale di Madeline, facendo riaffiorare non solo un vecchio caso irrisolto, ma anche un nodo mai sciolto dalle conseguenze imprevedibili. In parallelo, gli altri personaggi si muovono in un intrico di problemi personali, relazioni complicate, fragilità, tensioni sul posto di lavoro e inquietudini familiari che sembrano procedere su binari separati, ma che pian piano convergono. La voce anonima che alterna il proprio racconto – evidenziato dal corsivo – agli altri capitoli, alcuni narrati in terza persona al passato remoto, altri in prima persona da Ben al presente, aggiunge un’ulteriore punto di vista: emerge a frammenti un passato infantile doloroso, caratterizzato da abbandono, trascuratezza, mancanza di figure di riferimento. Il lettore è costretto a interrogarsi non solo sull’identità di chi racconta e sulle circostanze dei fatti accaduti, ma anche sull’importanza delle scelte che facciamo e come queste influenzino il nostro destino. Gold costruisce questa voce invitando a sospendere qualsiasi giudizio fino all’ultima pagina. Perché anche chi crede di aver intuito qualcosa scopre presto che la trama si muove su più livelli, e che ogni soluzione apparente nasconde implicazioni più profonde. Il finale, duro e perturbante, rompe qualsiasi illusione di equilibrio e lascia aperti interrogativi che pesano più delle rivelazioni stesse. È evidente che questo romanzo può essere apprezzato come lettura autonoma; tuttavia, se inserito nel più ampio intreccio della serie, acquista una luce del tutto nuova e rivela con maggior chiarezza il disegno complessivo dell’autore: non casi isolati, ma un universo coerente, con personaggi che si evolvono e dal passato che non è mai veramente sepolto.