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La Luna va al cinema

La Luna va al cinema

Nel paese di Bosco Profondo la vita è alquanto noiosa e così la sera tutti i suoi abitanti, per passare il tempo, si riuniscono in cima alla Collinetta per guardare un bel film. Ci sono il Signor Richmond - un vecchio riccio in pensione - Orso, il Signor Lupo, Zebra, le oche, gli asinelli, i fratelli gufi, elefanti, giraffe, conigli, leoni, gazzelle, gabbiani, tartarughe, scoiattoli e serpenti. A tal motivo la Collinetta è stata attrezzata appositamente come un cinema, con un grande telo bianco su cui proiettare la pellicola e sedie di ogni forma e dimensione a misura di animale. Della proiezione si occupano i fratelli Gufì e Gufò, che fungono anche da ristoratori, affittano ombrelli in caso di pioggia e ovviamente vendono i biglietti, che essi stessi vidimano. Anche la Luna guarda verso lo schermo per cercare di vedere il film, ma, essendo lei troppo lontana e il telo troppo piccolo, non riesce mai a vederne uno. Così tutti gli abitanti di Bosco Profondo si intristiscono guardando la Luna sola che piange e decidono di escogitare uno stratagemma affinché anche lei possa gustarsi il cinema con loro. All’inizio i fratelli gufi cercano di portare il telo più vicino alla Luna, ma il tentativo fallisce miseramente, allora iniziano a proiettare il film direttamente sulle nuvole, usando le lucciole come luci, ma niente, tutto troppo buio. Solo alla fine un’intuizione geniale riuscirà a trovare la soluzione a questo problema...

La Luna va al cinema vuole essere una storia di solidarietà e di collaborazione tra amici che si ingegnano per tentare di risolvere un problema. Il problema della Luna. Scritto da Paola Mastrocola, autrice di molti libri per bambini e ragazzi tra cui E se covano i lupi, L’anno che non caddero le foglie e Che animale sei? e illustrato da Christoph Brehme, disegnatore di Le caramelle magiche (vincitore del premio Andersen), questo libro illustrato è stato realizzato per una fascia 5+, ed è quindi estremamente semplice, sia come testo che come disegni (dai tratti più che elementari). L’approccio è mostrare esattamente ciò che accade mentre sta accadendo. Una scrittura davvero molto leggera che non richiede una particolare concentrazione o interpretazione, dato che non lascia alcuno spazio all’immaginazione o a significati reconditi. Un libro che è difficile da apprezzare se si è abituati ad illustrazioni con un alto livello tecnico e creativo, ma che può comunque essere funzionale se se ne coglie il messaggio solidale. Il testo è sagomato e va dalle 3 alle 15 righe per pagina, senza tenere conto di un preciso criterio grafico; le illustrazioni occupano gran parte dello spazio, a volte a doppia pagina e altre singole. Ha una copertina rigida, opaca con inserti lucidi, un formato non proprio adatto a dei bambini di 5 o 6 anni.