Salta al contenuto principale

Leonida

Leonida

Leonida è una bambina taciturna e solitaria: cresce da sola, priva di affetto, nella grande tenuta di Montibotti, dove il padre Marcello Stinci produce vino e la mamma Lydia, una pittrice scozzese trapiantata in Toscana per seguire il marito, vive con grande frustrazione i rapporti familiari, rimpiangendo i viaggi e i soggiorni in Africa. Diventando grande Leonida – che sconta nel nome, così come i fratelli più piccoli Leone e Pardo, l’amore materno per i felini – viene mandata a studiare in collegio a Firenze, dove incontra per la prima volta l’amore e stringe un’amicizia particolare con la giovane assistente sociale Miriam. Ma ciò che le sconvolgerà la vita verrà dalla terra materna: il padre alla sua morte le lascerà in eredità a Kirkwall, un angolo sperduto della Scozia, una singolare libreria, la Bottega delle storie, in cui si può gustare il vino di Montibotti e apprezzare i quadri con i leoni di Lydia. A contatto con questa natura selvaggia tra scogliere ventose e brughiere infinite, Leonida giorno dopo giorno entra in relazione con gli abitanti del piccolo villaggio: Robi, Lori, David, Nora, Mark, gli abituali frequentatori dell’accogliente bottega diventeranno per Leonida una vera e propria famiglia, da cui finalmente si sentirà accolta. A Kirkwall Leonida avrà una seconda possibilità e si sentirà di nuovo viva grazie all’amore di Aidan, da poco tornato sull’isola per la perdita della moglie, con il difficile compito di ricucire un rapporto con i figli a lungo trascurati per la carriera. Leonida e Aidan, affidandosi l’una all’altro, guariranno le loro ferite e ritroveranno la fiducia nel futuro, non senza fare i conti però con il proprio passato…

La cantautrice toscana Nada, giunta alla sua quarta fatica letteraria, in questo romanzo ci racconta la storia di Leonida, una donna dai tratti sfuggenti, apparentemente fredda “come una statua di marmo”, ma in realtà alla disperata ricerca della propria identità. Allontanandosi dal proprio paese e dalla propria casa la protagonista riesce a colmare quelle “distanze” che fin dall’infanzia l’avevano tenuta lontana da chi amava, prima tra tutti dalla madre. Leonida, ripercorrendo a ritroso la sua storia, comprende gli errori e le debolezze della giovane Lydia, si rispecchia in lei e trova il coraggio, perdonandola, di perdonare sé stessa. Il romanzo propone quindi una riflessione sulla “distanza” e sui rapporti “mancati” tra anime che mai si sono chiarite. La storia di Leonida e, da un opposto punto di vista, quella di Aidan ci dicono però che una in particolare, tra le tante “distanze” possibili, segna inesorabilmente il destino individuale: quella che un genitore, per egoismo o incapacità, mostra nei confronti di un figlio, procurandogli una ferita che solo un doloroso percorso interiore potrà risanare.