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Una serie di sfortunati eventi - L’atroce accademia

Una serie di sfortunati eventi - L’atroce accademia

I tre orfani Baudelaire vengono affidati a una scuola, anzi, per la precisione a un prestigioso collegio: la Prufrock Prepatory School. Un edificio di mattoni scalcagnato, immerso nel muschio e circondato da bambini che corrono in tutte le direzioni, visibilmente a pezzi. Il signor Poe, ormai disperato, scarica i tre bambini all’ingresso, fiducioso che una scuola con una reputazione simile sarà in grado di tenere i fratelli fuori dai guai, lontani dalle grinfie del perfido Conte Olaf. Gli aspetti sgradevoli non tardano ad arrivare, prima fra tutti la perfida nonché sudicia Carmelita Ghette, piccola bulla che fin da subito infastidisce i tre bambini. La scuola stessa emana vibrazioni sinistre, già solo all’apparenza, con il suo motto – Ricordati che devi morire – e la forma semicircolare degli edifici che la compongono, che somiglia in modo raccapricciante a una serie di lapidi. I bambini temono il ritorno della loro nemesi, nonostante sia stato installato un “super computer” che ha il compito di tenere alla larga Olaf stesso. Circondati come di consueto da un mare di avversità, i tre fratelli possono contare sull’aiuto di una coppia di gemelli molto speciale e altrettanto sfortunata, in concomitanza con l’arrivo di un nuovo insegnante di ginnastica dall’aria molto familiare…

La saga degli Sfortunati Eventi giunge così quasi a metà strada e la furbizia dell’autore è stata inserire dei nuovi personaggi, i trigemini Pantano, per ravvivare un copione che, altrimenti, tenderebbe sempre a ripetersi. Ancora una volta, i Baudelaire sono costretti a rimboccarsi le maniche per sopravvivere in un ambiente a loro ostile, in un’atmosfera splendidamente dark. La nascita della complicità con i Pantano è una ventata d’aria fresca a livello di trama, perché il pubblico – più o meno giovane che sia – ha così modo di affezionarsi a nuove sottotrame, nuove storie altrettanto sfortunate. Il ritorno sistematico del Conte Olaf nella vita dei Baudelaire è una certezza per gli appassionati di questa saga: il suo è un personaggio negativo ma complesso, un villain a tutto tondo caratterizzato da una teatralità che porta naturalmente al divertimento. Non è una sorpresa, infatti, che nella serie tv Netflix ispirata alla saga un simile personaggio sia stato interpretato da Neil Patrick Harris, con l’aggiunta di canzoni per enfatizzare ulteriormente questo suo modo di fare. In conclusione, l’ennesimo capitolo vincente di una saga basata su una serie di elementi che si ripetono, ma che non annoiano grazie alla spiccata ironia che avvolge contesto, personaggi e trama.