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Mariano di Gesù al Princess Hotel

Mariano di Gesù al Princess Hotel

Roma, aeroporto di Fiumicino, 24 giugno. È stato annunciato un ritardo di un’ora sul volo Roma-Palermo. Le facce dei viaggiatori sono ora seccate ora rassegnate. L’espressione di Jole, invece, è quella di chi ha un’ora in più a disposizione prima del calvario che la attende. Già, perché Jole ha deciso di partecipare alla ricorrenza del cinquantesimo anniversario di matrimonio dei genitori e sta appunto andando a Palermo per raggiungerli. Tutti e tre, poi, prenderanno un ulteriore volo che li condurrà a Edimburgo, all’Hotel Princess. Durante l’ora di libertà inattesa, Jole decide di prendere un muffin al cioccolato. Non al bar più vicino al gate d’imbarco, ma a a quello più lontano, in direzione di un ragazzo in divisa che da lontano promette bene e da vicino benissimo. Lei, invece, non è granché e si chiede quale impressione possa dare ai viaggiatori che la incrociano in aeroporto: quarantatreenne con qualche chilo di troppo, single da tempo, veterinaria, sorella minore di Clelia che, furbamente, si è defilata dall’obbligo di presenziare alle nozze d’oro dei genitori e se ne è bellamente lavata le mani, lasciando a Jole il lavoro sporco… e faticoso. Bologna, corso Libia 42, 24 giugno. Monica ha paura. Ha appena letto l’ultima minaccia di morte ricevuta a mezzo SMS sul cellulare. Tuttavia, si tratta del segno inequivocabile che si trova sulla strada giusta. La donna controlla le sue ultime cose, aggiunge una sciarpa al contenuto della valigia e ne chiude la cerniera. Sta per andare a Edimburgo – alloggerà all’Hotel Princess – dove spera di far luce sulla morte del padre, avvenuta trentotto anni prima, quando lei aveva poco più di un anno. Ufficialmente risulta che Timothy Halley, irreprensibile comandante a servizio della British Airways, si sia suicidato, subito dopo essere stato improvvisamente licenziato, e sia stato trovato senza vita nel suo letto, dopo aver ingurgitato una scatola di antidepressivi e mezza bottiglia di whisky. Ma Monica non ci ha mai creduto. E probabilmente ha ragione. Milano, viale Abruzzi 15, 24 giugno. Lenny, il cane di Mariano e Rodolfo – insegnante di liceo in pensione il primo, professore di Botanica il secondo – ha appena rubato un paio di mutande dalla valigia e Mariano sta cercando di spiegargli con calma che lui e Rodolfo staranno a Edimburgo solo per qualche giorno: Rodolfo è stato invitato a partecipare a un congresso. Mariano è l’ultimo di quattro figli e l’unico maschio. La madre, quando era rimasta incinta di lui, aveva chiesto la grazia alla Madonna e pregato nascesse finalmente un maschio. La Madonna l’ha esaudita a metà: le ha dato il maschio, ma gay. La donna, da allora, si è vergognata di quel figlio, affetto “dalla malattia”, ma per fortuna il padre, il notaio Di Gesù, si è mostrato, fino al momento della sua morte, avvenuta dopo che il figlio aveva vinto la cattedra come insegnante del liceo, di larghe vedute. Si è augurato unicamente che il figlio fosse libero e consapevole…

Il filo rosso che unisce i personaggi che popolano il nuovo romanzo di Giuseppe Sorgi – regista, attore teatrale e autore palermitano – è il Princess Hotel a Edimburgo. Qui si ritrovano, il 26 giugno, una veterinaria poco più che quarantenne – Jole, voce narrante della vicenda – con tanto di genitori al seguito impegnati a festeggiare le nozze d’oro, la figlia di un pilota d’aerei in cerca di verità circa la morte del padre, avvenuta anni prima e troppo in fretta derubricata a suicidio, un professore di liceo che accompagna il marito invitato a un convegno di Botanica. Vite e vissuti apparentemente lontani anni luce uno dall’altro quindi: i vari personaggi si incrociano casualmente nella hall e nei corridoi dell’hotel, ciascuno intento a seguire il proprio destino. Si ritrovano poi tutti a cena al Garden dell’hotel e qui la coppia gay – Mariano e Rodolfo – assiste al litigio tra la figlia del pilota e il marito, Monica e Davide. Primo elemento che scuote l’apparente calma che si respira tra le mura del Princess Hotel. Ma il vero terremoto arriva quando un certo colonnello Taylor viene trovato morto nella sua stanza, per quello che a prima vista sembra un infarto. Poi anche Davide e Monica vengono trovati morti, uccisi in due luoghi diversi dell’hotel probabilmente dalla stessa mano armata. Jole e Mariano, che nel frattempo hanno avuto la possibilità di conoscersi e di trovarsi reciprocamente simpatici, cominciano a indagare su queste strane morti – una sorta di indagine parallela a quella ufficiale, condotta da un commissario e da un medico legale donna – e a cercare di rimettere al proprio posto ogni tessera di un intricato puzzle. Sorgi dà vita a un giallo ottimamente congegnato, in cui tra escursioni e rapimenti, scenari magici e colpi di scena, la verità pian piano emerge e racconta di desideri, mancanze e verità troppo a lungo celate. Un testo intriso d’ironia e di una vena di umorismo che lo rende molto British. Anzi, Scottish!