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Il mistero del lago

Il mistero del lago

Le elezioni sono appena finite e con un esito catastrofico per John Wade. Rampante esponente della dinamica borghesia della provincia americana, questi è stato travolto da uno scandalo dagli incerti contorni, ma che gli rovina per sempre la carriera politica. Al suo fianco è la moglie Kathy, chiamata a condividere la cocente delusione. I due si spostano in un luogo solitario ed inquietante, sulle rive del lago di Woods. Qui conducono un’esistenza appartata e insolita: esorcizzano l’accaduto coltivando sogni irrealizzabili e progettando futuri viaggi in Italia. La verità è che hanno perso tutto, anche dal punto di vista economico. L’idillio si tinge però ben presto di connotazioni misteriose, dato che la moglie sparisce improvvisamente e in maniera inesplicabile. Cominciano così le serrate indagini per comprendere l’accaduto. Ma il mistero diventa sempre più fitto...

Il romanzo di Tim O’Brien è costruito contaminando diverse tecniche espressive: l’intervista, il dialogo, il resoconto giornalistico, l’intervento della radio. Al centro della vicenda c’è la coppia dei protagonisti, coniugi che hanno molti scheletri nell’armadio che il lettore scopre pagina dopo pagina, in un crescendo di tensione che tiene inchiodati alla lettura. Soprattutto perché la trama scorre in maniera sempre rapida, alimentata da continui colpi di scena che disorientano e appassionano. Ne viene fuori il ritratto delle ossessioni e degli incubi che ciascuno tenta di celare nel fondo oscuro del proprio animo. E che affiorano dalle nebbie di un’infanzia segnata inevitabilmente dalle violenze che una società sempre più frenetica impone al soggetto. L’autore ne analizza con maestria le sfumature, creando il ritratto indimenticabile di alcuni personaggi psicologicamente instabili, circondati da un clima allucinato, in cui verità e finzione si inseguono continuamente. Ed in cui i meccanismi alienanti della civiltà vengono impietosamente messi sul banco degli imputati.