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Wellness

Wellness

L’inverno a Chicago è decisamente gelido. L’unica cosa che Jack Baker riesce a scorgere dalla finestra del suo piccolo appartamento al quarto piano, oltre il vecchio palazzo di mattoni da cui non penetra alcun raggio di sole, è un’altra finestra, sempre al quarto piano di un altro palazzo, al di là di un vicolo freddo e buio. È la vigilia di Natale quando intravede per la prima volta Elizabeth Augustine. “A volte si siede lì, nascosto, e per qualche minuto osserva”. La trova bellissima, colta e sofisticata. È affascinato dal suo modo di muoversi in un appartamento piacevolmente colorato, decorato con le cartoline di moltissime città, che probabilmente ha visitato, ricco dei tanti libri che legge voracemente a tutte le ore. Quando l’appartamento è buio, Jack si chiede dove potrebbe essere quella misteriosa sconosciuta. “Sono i momenti in cui è lei a guardarlo”. Elizabeth osserva curiosa la sua immobile tranquillità. I suoi vestiti sono cupi, quasi apocalittici. È così magro che pare un tossico, sopravvive a sigarette e “roba confezionata”. I tatuaggi sulla schiena sembrano paradossalmente rassicurarla. Il ragazzo che osserva da quasi un mese e da cui è piacevolmente attratta, appare sicuro di sé. “Il ragazzo col tatuaggio aggressivo sembra garantirle una nuova via di uscita, un antidoto all’ansia dell’incoerenza”. Due anime affini e complementari. Lei, originaria del New England, ha seguito per anni la sua ricca e truffaldina famiglia in giro per il mondo senza mai trovare la propria dimensione, senza coltivare autentici legami affettivi. Così, fin da ragazzina, ha imparato a bastare a se stessa, a non eccellere per evitare di infastidire un padre irascibile, a tenere la mente occupata impegnandosi in numerose attività scolastiche, senza mai trovare la sua vera vocazione, a “trasformarsi in roccia” per non soffrire. Lui è un fotografo emergente nato in Kansas, nel Midwest rurale, in una famiglia povera, sia affettivamente che economicamente. Si è sempre considerato un debole, attribuendosi ogni colpa per l’infelicità altrui. Cresciuti entrambi con genitori distanti ed anaffettivi rifiutano le loro radici e giungono a Chicago carichi di speranze…

“Quando si arriva ad accettare che persino tra gli esseri umani più legati continuino a esistere distanze infinite, si può vivere meravigliosamente fianco a fianco”, scrisse Rainer Maria Rilke, celebre poeta di origine austriaca. Una distanza che appare ormai incolmabile, quella tra Jack ed Elizabeth. Vent’anni di “non detti” passati inosservati, contrasti che paiono sfociare in una taciuta quanto profonda crisi coniugale. Nathan Hill, classe 1975, consacrato tra gli scrittori americani più talentuosi dell’ultimo decennio, esegue una radiografia del nostro tempo. Un cambiamento evolutivo globale, a cavallo tra gli ultimi anni Novanta ed il nuovo millennio, che interessa la gentrificazione dei quartieri e la ricontestualizzazione dei significati. Nonostante per il lettore sia naturale focalizzarsi sulla narrazione di coppia, l’autore scava in profondità, sotto la superficie, al fine di consentire una comprensione più immediata della significativa connessione emotiva esistente tra i due protagonisti. Una coppia è formata da due individualità che, attraversando le diverse fasi evolutive del ciclo di vita, devono affrontare nuove sfide emotive. Un lavoro interiore di riconnessione alla propria storia familiare ed intergenerazionale, talvolta capace di smascherare le finzioni che raccontiamo ingenuamente anche a noi stessi. Jack ed Elizabeth, due bambini adultizzati chiamati a gestire crisi emotive drammaticamente complesse, poi giovani adulti anticonvenzionali ma frammentati ed infine coniugi e neogenitori che proiettano le loro insoddisfazioni sul progetto architettonico della “casa per sempre”, dove la “doppia padronale” che va tanto di moda pare assomigliare più all’uscita d’emergenza in un matrimonio finito. “Ogni coppia ha una storia che racconta a se stessa, una storia che ronza sotterranea come una specie di motore, che la spinge a superare i problemi e ad affrontare il futuro”. Loro, che da sempre si raccontano come anime gemelle in attesa di riconoscersi, sembrano oramai caduti in “un abisso pieno di cose diplomaticamente taciute”. L’autore, che esordì nel 2016 con Il Nix, considerato il caso letterario dell’anno dalle principali testate giornalistiche e vincitore dell’Art Seidenbaum Award for First Fiction del Los Angeles Times Book Prize, con Wellness, romanzo mastodontico di più di settecento pagine, selezionato da Oprah Winfrey per il suo Oprah’s Book Club 2.0, compie, trasversalmente alla storia raccontata, un approfondito lavoro di ricerca. L’ampia bibliografia del testo dimostra infatti il suo grande interesse per tutte le discipline che, da diverse prospettive, indagano il funzionamento della mente umana, tanto razionale quanto disordinatamente imprecisa. “Una delle grandi gioie di scrivere un libro è che mi permette di esplorare varie stranezze che attirano la mia attenzione, di immergermi negli argomenti che mi stupiscono, mi divertono o mi affascinano. Questo romanzo ha comportato molte di queste immersioni. È stato un quotidiano processo di scoperta e di meraviglia”.