La porta scorrevole si apre. Clarke è rimasta chiusa nella sua cella per molti giorni. Ha capito immediatamente che stavolta è il suo turno. Probabilmente ha fatto male i conti: oggi è il suo diciottesimo compleanno e l’aspetta la sentenza definitiva, condanna a morte per alto tradimento. La guardia la guarda negli occhi e lei si aspetta di essere condotta immediatamente dal Cancelliere supremo. I prigionieri vengono tutti uccisi dato che le due astronavi più esterne (la Walden e l’Arcadia) sono tormentate dalla malnutrizione dei propri abitanti. Dopo che la Terra è stata devastata le tre astronavi in orbita sono l’ultimo baluardo della razza umana. Il cibo non può essere sprecato e i condannati, raggiunta l’età dei diciotto anni, sono costretti a morire. Clarke si guarda attorno sempre più stupita. Vede Thalia, la sua compagna di cella, Wells, il suo ex ragazzo, figlio del Cancelliere e un medico che sta parlando loro: non verranno eliminati. In Cento saranno inviati sulla Terra per verificare che sia nuovamente abitabile, per creare una nuova colonia. Ovviamente sono loro, i giovani che non hanno un futuro sulle tre astronavi, a fare da “cavie”. È una bella opportunità nonostante tutto: potrà guardare la luce del sole, godersi le albe e i tramonti, immergersi finalmente nella natura che ha solo potuto studiare sui vecchi libri di storia. Potrebbe essere un nuovo inizio sia per lei che per i suoi compagni. Riconosce Bellamy e Octavia, fratello e sorella inseparabili. Bellamy la attrae come se fosse un magnete. Ma non è tempo di lasciarsi andare ai propri pensieri. La Terra li aspetta…

The 100 è il primo volume di una trilogia firmata dalla statunitense Kass Morgan ed è anche una serie tv molto amata dagli spettatori più giovani. Il romanzo è ambientato in un classico mondo distopico in cui gli esseri umani hanno distrutto completamente il loro habitat per poi rifugiarsi e tentare una strenua sopravvivenza vivendo su tre astronavi. Resta però l’esigenza di tornare “a casa” sul pianeta Terra, che dopo cento anni di abbandono potrebbe nuovamente essere vivibile. I nuovi coloni, i pionieri di una società migliore, sono cento adolescenti. Purtroppo però tutta la riflessione su come ci si sia ridotti a distruggere l’ecosistema terrestre, su come proteggere il nostro mondo, su come riuscire a porre le basi per una nuova società più giusta, non fa parte del nucleo del romanzo. Anzi. L’autrice non ne accenna neppure. Al centro della sua attenzione ci sono i giovani protagonisti, Clarke, Wells, Bellamy, Octavia, Thalia e le loro crisi adolescenziali, i loro amori tormentati e spesso non ricambiati, i sussulti dei loro cuori sempre pronti ad emozionarsi e i problemi che li hanno condotti ad essere stati condannati nella società di cui facevano parte e che ora li considera alla stregua di reietti. La narrazione, molto semplice e paratattica, scorre rapida e fluida. Ci si aspettava di più, probabilmente. Invece è una storia a tratti quasi prevedibile – nonostante l’ambientazione intrigante – che non sorprende quasi mai. Peccato.