Pubblicato il 28 marzo del 1980, A Forest è il singolo principale tratto dal secondo album dei Cure Seventeen Seconds, e a distanza di tanti anni è ancora oggi una delle canzoni più amate dai fans della band. Fu con A Forest, in effetti, che i Cure trovarono la loro direzione, dando il via alla loro fase gothic rock. Robert Smith racconta una storia in cui viene attirato tra gli alberi da una strana apparizione femminile che alla fine si rivelerà essere solo un fantasma. Da sempre uno dei cavalli di battaglia nei diversi live del gruppo, la canzone è stata oggetto di svariate rivisitazioni che hanno dilatato la durata del brano facendola arrivare fino a diciassette minuti. Oltre a essere il brano che i Cure hanno più spesso eseguito dal vivo, è anche una delle canzoni più scelte da altri artisti per trarne delle cover. Eppure, anche se Robert Smith in passato disse che il brano nasceva da un incubo infantile, alla fine la verità è che parla solo di una foresta… A Fragile Thing, uscito il 22 novembre 2024, può essere considerato come il vero primo singolo tratto da Songs of a Lost World, l’attesissimo quattordicesimo album dei Cure. A differenza del singolo ufficiale Alone, infatti, A Fragile Thing è stato diffuso in formato 7 pollici in vinile bianco in edizione limitata… A Letter to Elise, eseguita per la prima volta durante lo show MTV Unplugged il 24 gennaio 1991, fu la prima traccia dell’album Wish a essere resa pubblica, ma in effetti Robert Smith non l’ha mai amata particolarmente e ha anche affermato che la scelta di farla uscire come terzo e ultimo singolo sia stata il frutto di una imposizione della casa discografica. La canzone è stata raramente eseguita dal vivo e non è stata nemmeno inclusa su Greatest Hits, anche se fa parte della raccolta Galore. Eppure, non è una brutta canzone: è una malinconica ballata che parla di una storia d’amore ormai alla fine e che nel titolo omaggia il brano di David Bowie A Letter to Hermione del 1969…

Nel 1972, cinque ragazzi di tredici anni della scuola media Notre Dame di Crawley decisero di dar vita a una band. La formazione degli Obelisk comprendeva Robert Smith al pianoforte, Michael Dempsey alla chitarra, Alan Hill al basso, Lol Tolhurst alle percussioni e Marc Ceccagno alla chitarra solista. Dopo qualche anno, nel dicembre del 1978 usciva Killing an Arab, singolo di debutto dei Cure ispirato al romanzo Lo straniero di Camus. In quel momento il gruppo, dopo alcuni cambi di formazione, comprendeva Robert Smith alla chitarra e alla voce, Michael Dempsey al basso e Lol Tolhurst alla batteria. Era l’inizio di una storia che nel corso del tempo, passando attraverso svariati ulteriori cambiamenti di assetto, avrebbe poi portato a 14 album in studio, senza contare le raccolte, i live e i singoli, e più di 30 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e che è culminata nel 2019 con l’ingresso del gruppo nella Rock and Roll Hall of Fame. Che voi seguiate i Cure fin dagli esordi con Three Imaginary Boys o li abbiate scoperti solo grazie a Disintegration e Wish, in quello che è stato il periodo di maggior successo del gruppo; che li conosciate grazie alla hit planetaria Friday I’m in Love o amiate alla follia perle nascoste, mai uscite in versione singolo, come Plainsong o The same deep water as you; che vi piacciano i ritmi pop di Close to me o preferiate le cupe atmosfere di One Hundred Years; in tutti questi casi, Curepedia è il libro adatto per voi. Dalla A di A Forest fino alla Z di Zoologia, voce che rende conto della costante presenza di animali nei testi delle canzoni dei Cure, dai gatti di The Lovecats al ragno di Lullaby, Simon Price ha compilato un’opera omnia di più di 900 pagine in cui il lettore curioso e il fan sfegatato potranno trovare pane per i loro denti. Impossibile riassumere in poche righe le informazioni racchiuse in questo volume davvero enciclopedico che ricostruisce in tutti i minimi dettagli la storia di uno dei gruppi rock più famosi e influenti del mondo. Un libro che fa venir voglia di riascoltare per l’ennesima volta brani come Just like heaven, In between days, Trust, A night like this, e tutti gli altri che hanno reso Robert Smith e i suoi compagni di avventura noti in tutto il mondo.