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Incisioni

Incisioni

Summertime, cantata da Janis Joplin, uno degli ultimi urli di protesta della Summer of love, dell'esplosione del rock e della possibilità immaginata e immaginifica di poter cambiare il mondo. La voce che è una lama di protesta e ci accompagna in un viaggio di ricerca, qualcuno più sicuro, qualcuno “perso dentro i fatti suoi”, come avrebbe detto qualche anno dopo Vasco. Le folle di quegli anni, le sensazioni condivise insieme, la visione di chi metteva in dubbio tutto e in questo grande punto di domanda è rinato o al contrario è sprofondato senza rialzarsi. Le contraddizioni dell’uomo riassunte e spremute nell’urlo di Janis, anche lei cometa di breve durata, candela che brucia troppo velocemente da entrambe le parti… Strange Fruit, l’emblema del blues jazz cantata da Billie Holiday, la base di tutto quello che poi sarà gigante nelle mani di Coltrane, Davis e compagnia bella, in nuce è già tutto nella blackness della regina della voce jazz. Una delle voci più intense e malinconiche della storia della musica. Emozioni intrise di sangue, di dolore e di fantasmi di un passato di soprusi distillati in tre minuti di ombre e luci. L’inferno della voce di chi ha subito e continua a subire, la musica del destino… Freddie Mercury che si inventa Somebody To Love, alla fine dei Settanta, esplorando mondi oltre il rock, mescolando pomposità operistiche, barocchismi e melodie pure, che restano nel tempo, con un desiderio di squarciare il velo di ipocrisia che regnava nell’ambiente, desiderando solo di essere amato…

Questi e altri pezzi reinterpretati in scrittura da Massimiliano Città, siciliano già membro del gruppo palermitano di scrittori, pittori e musicisti Kiroy e già autore di racconti e di romanzi tra cui Keep Yourself Alive, Agatino il guaritore e Tremante. L’idea dello scritto è di isolare in ogni racconto un brano e di raccontarlo tramite le sensazioni e le immagini che trasmette, come una serie di quadri che emanano vibrazioni malinconiche blues, euforie rock, passando per le visionarietà di Syd Barrett, gli assoli estremi bop di Charlie Parker, il funk di James Brown e la classe di Edith Piaf. Il pretesto compositivo (perché di narrazione qui è difficile parlare) o estetico che dir si voglia propone una descrizione personale, un “best of“ delle sonorità più amate dall’autore. E come dice il titolo si sente che la musica è incisa a fuoco nella mano di chi scrive, quasi come se le dovesse sublimare in poesia. Una piacevole avventura in mondi più o meno noti ai lettori appassionati di musica e non, che potranno andare a rivivere le emozioni proposte riascoltando i brani e aggiungendo magari qualche dettaglio in più alla piacevole esperienza di questa raccolta di narrazioni sentimentali.