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Tanno

Tanno

La fede come appiglio contro la crudeltà del mondo: l’incarnazione di Gesù, la figura della Madre con il bambino, che diventa il simbolo di una spiritualità millenaria, che contribuisce a creare e cementare i legami famigliari. Questa è la religione in cui ha creduto e crede Giovanni Lindo Ferretti: un cattolicesimo vissuto anche grazie alla tradizione e ai riti di un piccolo paese di montagna, dove era nato e dove continua a vivere, Cerreto Alpi; un paese dove da bambino prima di addormentarsi si faceva l’esame di coscienza insieme a sua nonna, riconoscendo colpe e meriti, ripensando alla giornata trascorsa, le cose belle e le cose brutte. Lo stesso paese in cui Ferretti viveva nel 1999, quando suonava nei CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) ed era stato improvvisamente richiamato a casa durante un tour perché Tanno, il suo cavallo più caro, si era perso nei boschi e le ricerche per trovarlo non avevano dato alcun esito positivo…

La vita e la carriera di uno dei fondatori dei CCCP possono sembrare a volte un enigma: com’è possibile che lo stesso cantante di un gruppo che si esibiva sotto i segni del potere sovietico, che presentava numerosi riferimenti alla storia comunista (a partire dal famoso titolo del disco Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi), abbia scelto di vivere poi ritirato dal mondo e abbia abbracciato l’ideale spesso avversato dai comunisti, cioè quello cattolico? Chi fosse tormentato dalla domanda in questo fumetto troverà alcuni indizi per rispondere, dato che qui Giovanni Lindo Ferretti, con le matite di Michele Petrucci che sa rendere molto bene visivamente le sue varie incarnazioni, ripercorre tutta la sua esistenza, mettendo in luce come la parte musical-teatrale fosse solo una tra le tante sfaccettature della sua vita, probabilmente la meno importante, mentre ciò che era sottotraccia, il rapporto con una cultura e una terra che si sente nelle ossa e si porterà sempre con sé, è rimasto ed ha reclamato infine il posto che gli spettava.