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Ineluttabile incontro di sguardi

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“Strade troppo affollate o sempre deserte. / Luci puntate in faccia o buio totale. / Fantasmi della notte. / Vagabondi. / Affamati di avventure, / in cerca di (vera) vita da vivere”. Questa breve poesia può essere assunta ad esempio del versificare di Milena Ri, tutto teso tra il diario quotidiano e il percorso esistenziale, della vita dentro e fuori di sé, dell’io e del mondo. Testimoniano questa specificità altre liriche, anche brevissime, come “Finché hai gambe per andare, vai e non ti / fermare”. Oppure “Sono così stanca di essere stanca delle / cose”. O ancora “Il mare d’inverno qui non fa rumore. / Mi abbraccia caldamente come tutte le / persone che ho lasciato e che lascerò / in qualche angolo dell’universo”. Nessuna delle poesie contenute nella raccolta - 156 pagine - ha un titolo, così che l’impressione data dallo scorrimento di una lirica dopo l’altra, in un alternarsi di pensieri diversi, ma in un continuum verbale, ha un sapore autobiografico forte e marcato. Alcuni testi brevissimi, anche di un solo verso, somigliano ad aforismi: “Splendi della tua stessa luce. Segui il tuo cammino”; “Poi, all’improvviso, una porta si apre”; “Tu non lasci tempo di far accadere le cose”. Altri, ancora più brevi, somigliano ad appunti, lasciati in evidenza sulla pagina bianca: “Sotto la stessa luna”; “Radici indissolubili”…

Nata a Cassino e laureata in lingue e letterature straniere, Milena Ri ha compiuto diverse esperienze all’estero, testimoniate anche da alcune poesie in lingua inglese presenti nella raccolta, insieme a citazioni di luoghi, città, abitudini tipiche dei Paesi in cui ha soggiornato. Tanto che questa silloge testimonia in modo esplicito la storia personale della poetessa, evidenziandone passioni e sentimenti, ricordi e nostalgie. Nel contesto di una recensione apparsa sul blog “Leggere a colori” la stessa Ri racconta che questo suo libro “è nato dopo un cambio di prospettiva, cambiando il modo di vedere le cose”. Si tratta dunque non solo di una serie di liriche che rendono conto di una cronaca e di un percorso di vita, ma anche della testimonianza attiva di come cose, persone, luoghi, affetti cambino nel corso del tempo, rinnovando sempre prospettive e opportunità, con un ampio spazio riservato alle emozioni, positive o negative che siano. Una costante che emerge con decisione in tutta la raccolta è l’affermazione della libertà, di pensiero e di azione, da parte della poetessa, insieme alla consapevolezza di sé e del proprio esistere: “Sono così felice e orgogliosa di me. / Che davvero non necessito di altro. / Solo pura vita e pura gioia”. Vita e gioia che sono ineluttabili, come l’incontro di sguardi che dà il titolo al libro e introduce al suo significato.