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Tre, numero imperfetto

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L’ispettore Arcangelo Liguori sta attraversando un buon periodo e anche i suoi cinquant’anni gli sembrano pochi e utili. Che sia merito dell’agosto trascorso in Sicilia, degli amori archiviati o della forma fisica ritrovata poco importa. Quel che conta davvero è il fatto che sta bene e che ha voglia di impegnarsi in ciò che gli riesce meglio: guastare l’umore degli altri, primo fra tutti il collega commissario Martusciello. Quest’ultimo ha appena trascorso le ferie - pochi giorni, in realtà - in un club vacanze discount con la moglie Santina, la figlia Giulia e la nipote. Si è trattato di un’avventura che sarebbe meglio dimenticare: proprio lui, che non va a Procida in agosto per non ritrovarsi in mezzo alla folla, si è visto costretto a barattare la dignità familiare con un miniclub. Insomma, al rientro a casa e in ufficio, il salmastro di noia e malinconia sono rimasti appiccicati sul suo cuore e sotto i suoi piedi, nonché a quel famoso fianco destro che continua ad essere dolorante. Un altro impiccio, poi, si è aggiunto ai precedenti e il commissario ha trascorso una settimana in ospedale, per farsi levare un’appendice del corpo di cui non vuole parlare con anima viva. La sovrintendente di polizia Blanca Occhiuzzi, invece, ha lavorato tutta l’estate. In agosto Ninì, la ragazzina che ha in affido, è andata a Londra e Blanca, nel frattempo, ha risolto un paio di casi. Ora è in ferie e, in casa, sta ascoltando Mozart con gli auricolari. La musica, tuttavia, non le impedisce di sentire un movimento nella strada, eccessivo anche per quell’ora di punta. Si sfila gli auricolari, raggiunge il terrazzo e sente sirene e rumore di freni e portiere. Blanca prende il telefono, conta e sceglie il tasto della chiamata rapida che la mette in contatto con Sergio, lo studente ventenne fuori sede che le fa da accompagnatore nel mondo di luci ed ombre in cui da anni la giovane vive. Gli chiede di raggiungerla, perché vuole andare a vedere cosa stia succedendo. Ha la sensazione che le ferie siano finite…

Tre omicidi sui quali tre sono i dipendenti della questura di Napoli che portano avanti le indagini. Un cantante - il cui credo è sempre stato fatto di sesso, droga e rock & roll - una delle sue innumerevoli amanti e l’uomo che ha trovato il suo corpo privo di vita sono le tre figure sulla cui morte il commissario Martusciello, l’ispettore Liguori e la sovrintendente Blanca Occhiuzzi stanno cercando di far luce ma, a dir la verità, brancolano nel buio. Eh, già. Buio e luce: la dicotomia è voluta, perché per Blanca, bellissima e costretta per sempre in un mondo di ombre a seguito di un incidente, la sua condizione e il suo deficit sono divenute il suo punto di forza. Ogni sfumatura, ogni inciampo della voce sono indizi fondamentali che le permettono di aprire un mondo di verità su chiunque incroci la sua strada. Ed è in questo modo che in commissariato la giovane donna - grazie alla straordinaria sensibilità che l’aiuta ad affinare i sensi e a percepire ogni minima variazione in chi la circonda e ad abbattere muri di non detti e di silenzi colpevoli - prende per mano i colleghi più navigati e li conduce tra le pieghe della mente del responsabile degli omicidi. Riesce così a indirizzare un commissario di vecchio stampo, abituato a risolvere i casi soprattutto grazie all’ostinazione che lo anima, e un collega colto e raffinato che esercita la sua professione principalmente grazie alla passione che lo anima, tra i meandri di una Napoli bellissima e vera protagonista della storia, un giacimento tale di vita che rende impossibile una qualsiasi forma di disaffezione nei suoi riguardi. Patrizia Rinaldi - autrice napoletana - conduce il lettore, nell’ennesimo romanzo della serie che vede Blanca come protagonista di spicco, in un mondo in cui la logica e la deduzione - quelle che, per capirci, animano le indagini di Poirot - si fanno da parte e lasciano spazio ai sentimenti e, soprattutto, alle percezioni. Una scrittura potente, fatta di mistero, trasgressione e doppi sensi e intrisa di musicalità e, spesso, di poesia, arricchisce una lettura tutt’altro che banale e assolutamente consigliata.