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Get Back

Get Back

Andrea ha appena messo piede in ascensore quando il suo cellulare si mette a squillare. È Gabri, la sua fidanzata, che senza tanti preamboli gli dice che la storia fra di loro è finita. Andrea prova un attimo a capire cosa sia successo, quale sia il problema, ma Gabri non gli offre nessun appiglio, gli dice che non è successo niente e forse è proprio questo il problema, tra di loro. Sono cinque anni che stanno insieme e sono stati cinque anni di niente. Poi Gabri riattacca e Andrea rimane a fissare il cellulare, incerto se richiamarla oppure no, o addirittura se prendere la macchina e andare direttamente da lei. Ci pensa su un attimo, poi decide di lasciar perdere. Schiaccia il tasto del terzo piano e rientra a casa. Senza nemmeno salutare il padre, che sta guardando la televisione in soggiorno, o la madre, che sta leggendo sul divano, va in camera sua e ripensa alla serata che ha appena trascorso con quella che ormai è la sua ex fidanzata. Quella notte, Andrea si sveglia all’una e mezza e comincia a rigirarsi nel letto. Per scacciare il vuoto che si sente dentro mette le cuffie e ascolta Soul Mining, una canzone dei The The, mentre ripercorre mentalmente le tappe della sua storia con Gabri, alla ricerca della falla nascosta. Alle tre e mezza lo schermo del cellulare si accende: è un messaggio di Gabri, che gli chiede scusa e gli dice che domani lo chiamerà, così potranno parlare. Andrea non risponde, si mette ad ascoltare gli Style Council e alle cinque prende finalmente sonno. Il giorno dopo Gabri comincia a chiamarlo in modo insistente, ma lui non risponde mai. Alla fine le manda un breve messaggio, dove le dice che in effetti tutti e due hanno bisogno di una pausa. A quel punto Gabri smette di telefonargli...

Dopo una serie di fortunati romanzi e racconti ispirati ai temi del fantastico e del realismo magico, tra cui Cambio di stagione e la pentalogia de Il libro delle anime, Maurizio Cometto decide con questo Get Back di cimentarsi in un ambito narrativo diverso. Dedicato “ai perduti amori dell’adolescenza”, questo è infatti un classico romanzo di formazione nella quale la crisi iniziale, nella quale il protagonista viene lasciato dalla fidanzata, ridesta i ricordi della perduta adolescenza. Un’adolescenza fatta di amicizie, tanta musica, i primi approcci con l’altro sesso e soprattutto l’amore per Sara, che però è fidanzata con il losco Johnny, un piccolo spacciatore dal quale è bene tenersi a distanza. Gli elementi canonici del genere (il protagonista impacciato, la bella ragazza che può offrire solo un’amicizia in quanto già legata al brutto ceffo di turno, gli amici sempre pronti a offrire una spalla su cui piangere) ci sono tutti, conditi anche da un pizzico di mistero che però non sembra aggiungere nulla di particolarmente originale: anzi è proprio nel finale, per certi versi troppo scontato e poco verosimile, che sembra di poter rintracciare il principale limite del libro. Eccettuate queste piccole cadute a livello di trama, Get Back rappresenta una lettura piacevole, soprattutto per la qualità della scrittura che procede in modo sempre scorrevole. Alla fine, al lettore rimane il sapore di certe sbandate giovanili che, pur nella loro incompiutezza e imperfezione, lasciano comunque nella memoria un ricordo dolce, anche se un po’ ingenuo.