In genere la maggior parte dei mostri esce di notte, quando le luci si spengono, il buio inghiotte le luci delle stanze e i bambini trovano rifugio nei loro letti, sotto le coperte stretti stretti ai loro peluche. Di solito funziona così, tranne per Mostro del pisolino: lui non aspetta la sera, questo tipo di mostro se ne sta zitto ad aspettare nascosto in qualche sgabuzzino ed esce allo scoperto dopo pranzo, quando il sole è ancora alto nel cielo, proprio quando la mamma di solito si ritira in camera sua per riposare un po’. Mostro del pisolino allora comincia a gonfiarsi come un palloncino pronto a terrorizzare il povero bambino che è rimasto solo. A nulla servono soldatini, ruspe, camion dei pompieri, pupazzi o trenini, non serve far rumore o sbuffare per svegliare la mamma, il Mostro non si lascia ingannare e lì, nello sgabuzzino delle scope, sta preparando il suo attacco pauroso. Il tempo passa, le lancette dell’orologio scorrono e il bambino immagina scenari sempre più spaventosi: verrà mangiato o rapito come fanno gli alieni? La mamma si preoccuperà quando non lo troverà più? La tensione aumenta sempre più fino a quando la porta si apre...

Sollievo o spavento? Una storia che tiene il lettore in sospeso fino all’ultima pagina, complici anche le illustrazioni che ritraggono un bambino sempre più preoccupato e un mostro tutto blu pieno di occhi e di denti che fa capolino tra le pagine. La paura è una cosa seria, fa parte della crescita del bambino e si manifesta in diverse occasioni. Il piccolo protagonista della storia lo conosce bene il Mostro del pisolino, sa quando arriverà e anche in quale momento preciso se ne andrà, perché il rito pomeridiano del riposo della mamma è quotidiano, ma questo non basta a rassicurarlo: anche se si tratta di poco tempo lui si sente inerme, solo, senza la protezione del genitore. Però non vuole disturbare la madre, che tra l’altro si trova a poca distanza da lui, deve imparare ad affrontare da solo quel Mostro che si nasconde nello sgabuzzino. Il distacco dal genitore non è un momento facile, è un passo importante nella crescita del bambino, che improvvisamente si ritrova a dover affrontare le proprie paure e a doversela cavare contro un Mostro terribile che in realtà non si è mai trovato davvero ad affrontare. È un coraggio che va e viene quello del protagonista, che manifesta con espressioni arrabbiate e poi ritrae con terribili pensieri e che contribuisce a fa salire la tensione nel lettore, quasi lo volesse rendere partecipe della sua forte emozione. Lorena Dolci, messinese e volto storico di un’emittente televisiva locale, racconta la sua esperienza di madre e della paura del figlio. Amalia Caratozzolo, disegnatrice del “Corriere della Sera”, sceglie non il nero, ma le tonalità del blu per illustrare e caratterizzare questa bella storia. Alla fine del racconto viene proposta una piccola attività legata al tempo: “Il giochino delle ore”, in cui il lettore può indicare in che ora della giornata compie determinate azioni (colazione, pranzo, cena e ora della nanna). Un albo illustrato prezioso per i bambini, perfetto da leggere ad alta voce.