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Wilder Girls

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La scuola femminile di Raxter è situata in modo da avere alle spalle la scogliera e davanti la foresta. Una scelta tattica, considerato che in questo modo si trovano a dover difendere solo un lato della scuola e non quattro. Tre ragazze per turno, per difendersi da animali che di animalesco hanno ben poco, se non l’aspetto. Hetty imbraccia il fucile e guarda attraverso il mirino. I turni di guardia sul tetto la sfiancano sempre; mirare con un occhio solo non è per nulla facile: il senso della profondità lo perdi e la vista periferica copre solo un lato. Poi, se sei costantemente fiaccata dalla fame e dai crampi allo stomaco, ecco che mantenere la concentrazione diventa davvero ostico. Il suo occhio sinistro se l’è preso il Tox, mesi fa. È arrivato all’improvviso e si è preso qualcosa di ognuno. Lei è tra quelle fortunate: si è preso un occhio ma l’ha lasciata in vita. Con altre non è stato così clemente, se clemenza si può definire una vita trasformata in mostro. Mona si è trovata con un paio di branchie sul collo, come organi aggiuntivi ai suoi polmoni; Byatt con una doppia spina dorsale e Reese ha ricevuto una mano squamata e argentata, così grande da impedirle di poterla usare per qualsiasi altra cosa che non sia un’arma. Le prime a morire sono state le insegnanti, seguite da alcune delle ragazze più piccole; la direttrice e la signorina Welch hanno cercato dapprima di studiare quella nuova malattia, poi visti gli inconcludenti risultati hanno deciso di avvisare la Marina, nel continente. Da allora, il tempo ha continuato a scorrere. Un anno e mezzo di attesa, speranza e morte. Ogni settimana, puntuale, arriva un carico di merci per evitare che muoiano di fame. In fin dei conti la Marina è stata chiara: nessuno può uscire o entrare da Raxter; l’unico compito delle ragazze è quello di aspettare e nel frattempo restare vive…

Decisamente lontano dalle tipiche narrazioni che contraddistinguono il genere YA ma anche l’Urban Fantasy canonico, l’esordio letterario di Rory Power si caratterizza per la forte venatura horror. Protagonista è Hetty, insieme alle sue inseparabili amiche Reese e Byatt: sono alunne della scuola femminile di Raxter, un’isola americana nell’oceano Atlantico, mandate lì per diversi motivi. A sconvolgere la vita di questo collegio femminile l’arrivo del Tox: una malattia che modifica il corpo umano, facendolo adattare alle sue esigenze e che in breve trasforma la scuola in un teatro di orrori. L’orrore è reso dalla Power sulla carta omettendo la punteggiatura e regalandoci una sensazione di disagio che non è tanto dato dalle crude descrizioni, quanto piuttosto dalla non convenzionalità di quanto narrato. Contribuisce anche l’ambientazione: un’isola per lo più deserta, in pieno inverno, con una foresta popolata da animali geneticamente modificati. Una sorta di allegoria del cambiamento che avviene nel corpo femminile durante il passaggio dall’infanzia alla pubertà: un corpo estraneo che si sostituisce a quello precedente, simile ma impercettibilmente diverso, alimentato e gestito dagli ormoni, proprio gli stessi che usa il Tox per sopravvivere nel corpo delle studentesse (non è un caso che non ci siano protagonisti maschili). Nonostante alcuni elementi non brillino per originalità, Wilder Girls è un romanzo che si lascia leggere anche da un pubblico più adulto rispetto a quello a cui è destinato: a essere intrigante, infatti, il non voler dare risposta a tutti i quesiti che vengono posti lungo l’arco narrativo. Un escamotage vincente e che, a dispetto del finale del libro, ha già visto i fan richiedere un sequel.