Elena incontra Diego sul treno diretto a Genova, nel dicembre del 2016. La prima sensazione è di fastidio. Lei legge e continua a farlo, evitando di guardarlo, lui “invade il bracciolo”, mentre guarda il monitor che lei tenta di sbirciare, ma senza successo. Lui riceve la telefonata di Javier e raschia la jota, lei che conosce lo spagnolo sa bene come quel nome si pronuncia. Lui parla di cucina e tiene “il manifesto” sulle gambe, lei ha un libro e ha le cuffie, anche se non ne esce musica perché si è stancata di ascoltarla e perché sta curiosando su ciò che il suo vicino di scompartimento dice al telefono. È in prossimità della stazione di Pisa che Diego comincia a raccogliere tutte le sue cose di fretta e le chiede se sono arrivati a Spezia, così come gli abitanti chiamano La Spezia, a differenza di tutto il resto degli italiani. Finalmente si guardano negli occhi, quasi dello stesso colore ceruleo. Prende il libro di lei, Tre sorelle di Anton Čechov e recita a memoria una delle battute finali del barone Tuzenbach. Così, per quell’ultima mezz’ora di viaggio parlano di teatro: lui frequenta un corso amatoriale tutti i mercoledì; lei, invece, frequenta la scuola di teatro professionale a Roma e tra due settimane debutta proprio con la pièce di Čechov. Solo alla fine del viaggio Diego le rivela il suo nome e le dice di cercarlo su Facebook. Soprattutto le chiede di invitarlo a suo spettacolo a Roma, dove rientrerà per il 20 dicembre. Poi scende a La Spezia, mentre lei prosegue fino a Genova. I giorni successivi sono pieni di messaggi e telefonate…

Elena e Diego sono i due giovani protagonisti del romanzo d’esordio di Isabella Delle Monache, proposto da Lidia Ravera per il Premio Strega 2026. Il compagno è la storia di un amore che forse amore non è - anche se lei ci soffre - e che di sicuro ha poco tempo per crescere, anche se potenzialmente molto spazio; è la voce narrante di una lei che continua a farsi domande, a dubitare, a sospettare, ad arrivare per prima agli appuntamenti, a prendere treni, ma che non trova le parole per esprimersi e per raccontarsi a quel ragazzo dagli occhi cerulei che le ha rubato il cuore. Una storia che si dipana in mezzo a giovani tutti impegnati, tra università, corsi di teatro e politica. Elena somiglia molto a Isabella, non solo perché si laurea in lingue e civiltà orientali (cinese in primis) ed è ugualmente un’attrice, ma l’autrice tutte le volte che ha presentato il libro in pubblico ha affermato che questa storia “è nata dal desiderio di rielaborare esperienze personali, tentando di renderle collettive e universali. Ciò che mi sta più a cuore raccontare sono le relazioni umane, i rapporti tra le persone e come questi vengano modificati dall’impietoso scorrere del tempo”. C’è una grande attenzione anche alle location: legata al suo territorio di origine, Delle Monache descrive con molta attenzione ogni luogo in cui si svolge la sua storia: Piazze, Cetona, Genova, “Spezia”, Velletri e Roma, oltre a Verbier (Svizzera) e a Parigi e Méribel (Francia). Pur se qui si tratta di tutt’altro genere di scrittura, la sua esperienza di sceneggiatrice è piuttosto evidente nello stile scarno ma ricco di particolari al tempo stesso, nei tanti flash che insieme compongono un tutt’uno estremamente immaginabile. Da apprezzare gli inserimenti letterari e d’arte, che arricchiscono la trama.
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