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La mia ultima storia per te

La mia ultima storia per te

“Ci pensi mai a quel giorno? A come sarebbe andata la nostra vita se quel giorno, invece che rimanere in casa, fossimo andati in qualsiasi altro posto? Al lago. Giù in paese. In un bar. E in quella camera non fossimo mai saliti?”. Andrea stringe forte il cellulare, mentre le parole di Elettra si posano in un luogo profondo e remoto dentro di sé, un luogo che pensava non avrebbe mai più visitato. Certo che ci pensa. Non c’è stato un singolo giorno, da dieci anni a quella parte, in cui non ha pensato a quel pomeriggio, ad Elettra, a Clara e a Villa Titta. Tra lui e quel giorno ha messo tutto quello che è stato in grado di mettere: 10 anni di silenzio, un oceano, 6 ore di fuso orario e una vita completamente diversa da quella che immaginava quando era un ragazzino. Eppure lì, con la fronte appoggiata al vetro nel suo appartamento di New York e il telefono serrato nella mano, sembra che quella vita precedente non si sia mai interrotta, che lui ha sia ancora un adolescente e che il legame con Elettra non si sia mai spezzato. Il respiro di lei gli giunge all’orecchio ovattato, come se effettivamente non fosse reale ma appartenesse a un sogno e in quel momento si rende conto che per tutto quel tempo ha continuato a sperare che quel sogno si avverasse e che Elettra tornasse da lui…

“Mi passa per la testa questo pensiero: la vera bellezza, il vero amore, hanno sempre qualcosa di terribile”. È in questa frase che si può riassumere La mia ultima storia per te, esordio letterario di Sofia Assante. Voce narrante è Andrea che, partendo dal primo incontro con Elettra a 12 anni, ripercorre l’intenso legame che lega i due ragazzi, traghettandoli dall’infanzia fino all’età adulta, passando per quel periodo così brutale e bello che è l’adolescenza. Andrea ed Elettra condividono tutto, fuorché – forse – l’unico legame che provano ma non sono in grado di dirsi: quello di essere innamorati l’uno dell’altra. Una storia che si snoda tra le vie e i quartieri di Roma che offre uno splendido sfondo a una vicenda che viene dipinta sulla carta: un puzzle in cui ogni singolo pezzo trova il suo posto nell’economia della narrazione, ricca anche di tanti personaggi secondari che, ognuno con una propria caratterizzazione, contribuiscono all’ottima riuscita di questo esordio. Particolarmente riuscito il personaggio di zia Mimì, credibile e calato nel suo ruolo. Parecchi i richiami narrativi presenti, soprattutto alla grande letteratura americana: primo fra tutti Il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald, ma anche i più recenti Le pagine della nostra vita di Nicolas Sparks (per l’espediente narrativo utilizzato) ed Espiazione di Ian McEwan (ravvisabile soprattutto nella parte conclusiva del libro). Il romanzo ha vinto il Premio Viareggio Opera Prima 2025.