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Il libro di Kells

Il libro di Kells

Lione, marzo 1970. Kells decide che è tempo di scappare da casa. Non sopporta più l’Altro, suo padre, un uomo violento, fascista e autoritario. Sul punto di partire, alla Gare Perrache, sbuca sua madre, come una clandestina, che gli lascia cento franchi. Suo padre non deve saperlo. Ibiza e poi Katmandu, queste le due mete che Kells ha in mente. Prima, però, un salto nel sud della Francia: la Camargue e Saintes-Marie-de-la-Mer, da cui riparte con sessanta franchi. Cifra che spende interamente per pagare la prima contravvenzione della sua vita. Lo fermano che è a piedi sulla carreggiata, i poliziotti non hanno troppa voglia di scherzare. Per sbatterlo dentro, non ci sono gli estremi. Si rendono però conto che questo ragazzo non ha contezza della situazione in cui si trova, così gli spillano ogni soldo che ha con sé. Kells è costretto a tornare a Lione, dove lo accoglie il suo amico Jacques. Si ferma qualche giorno e poi riparte definitivamente. Va a Parigi, senza un soldo, un’idea, né un posto dove andare…

Autobiografia romanzata di Sorj Chalandon, Il libro di Kells omaggia l’omonimo manoscritto miniato irlandese, conosciuto anche Grande Evangeliario di San Columba. Nel romanzo di Chalandon, Kells si fa chiamare così perché custodisce sempre con sé un’illustrazione del capolavoro. Alter ego che gli torna utile durante il suoi “anni di formazione” tra le strade di Parigi. Ambientato nella capitale francese nel principio degli anni Settanta, il romanzo ricostruisce appunto un periodo della vita dello scrittore - la fuga da casa, le nottate in strada, l’attivismo politico e antagonista -, ma più di tutto narra il contesto post-Sessantotto della capitale francese. Un periodo di grandi conflitti e conquiste. Kells si riscopre vicino ai maoisti e imbraccia le loro lotte anti-fasciste, anti-imperialiste e, soprattutto, dalla parte del proletariato. È infatti quello un periodo di scioperi aziendali, di destra contro sinistra e di odio contro il diverso. Non del tutto conscio, più per sfuggire alle sorti della strada, Kells si inserisce in questi scontri, (ri)scoprendo un lato di sé forse sopito e che lo porterà poi a una maturazione definitiva. Appunto perché autobiografico, Il libro di Kells è anche una sorta di romanzo di formazione, che restituisce brillantemente non solo un pezzo di vita di Chalandon, ma una preziosa testimonianza di un periodo storico tribolato.