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La crepa del silenzio

La crepa del silenzio

Luogo sconosciuto, 14 dicembre 2011. Miren Triggs viene svegliata dal rumore del suo respiro e, aprendo gli occhi, sa immediatamente di aver commesso un grave errore. Le manca l’aria. Il cuore le rimbomba con forza nel petto e può sentirlo: le dice di chiedere aiuto. Non sa da quante ore si trova in questo posto, nell’assoluta oscurità. Il pavimento è freddo e umido. Si sente stordita. È assalita dai ricordi sporadici degli ultimi giorni, non riesce a ricostruire la storia: le manca l’ultimo pezzo, quello che darebbe un senso a tutto. Vede gli occhi di Jim in casa. Aiutava l’ispettore Miller a… trovare Daniel, suo figlio scomparso. C’era una bicicletta e c’erano delle audiocassette. Poi una telefonata. Qualcosa le dice che deve sbrigarsi a uscire di lì. Vede Jim accanto a lei in macchina. Mette in moto e se ne va, deluso. Ricorda il suo riflesso nello schermo della redazione del Manhattan Press e quella notte del 1997. Riconosce lo stesso stordimento. La stessa sensazione di aver perso il controllo. Una manciata di pillole in una mano davanti a lei. Poi il bagliore di un incendio: che cosa stava bruciando? Perché sente di aver perso tutto? Allunga le mani nel buio, tocca una parete e una specie di lastra di metallo freddo con una protuberanza. Una maniglia. Una porta. La afferra con decisione, spinge e poi tira, ma è tutto inutile. Vorrebbe chiedere aiuto, ma non sa cosa c’è dall’altra parte. Si fruga nelle tasche e tocca la forma rettangolare del cellulare. Lo accende, fatica a sbloccarlo, le tremano le mani, digita il 911, ma subito compare il messaggio che non è possibile stabilire la connessione. Il display illumina con la sua luce azzurrina la stanza in cui si trova e quando si gira, lancia un urlo di sorpresa nel vedere una sagoma scura e immobile al centro, a pochi metri da lei. Nonostante le sue grida terrorizzate non risponde, non si muove. Sa che si tratta di un uomo, e che solo uno di loro due uscirà vivo da lì. Si immagina come una delle tante persone scomparse nel nulla senza lasciare tracce: sua madre che appende cartelli con la sua faccia, e il trafiletto pubblicato dal Manhattan Press per dare la notizia che il 14 dicembre 2011 è scomparsa Miren Triggs, una giornalista investigativa della sua redazione. Alcuni lettori ricorderanno cosa scriveva o la storia di Kiera Templeton, ma nel giro di pochi giorni si dimenticheranno di lei. Supplica l’ombra di lasciarla andare, sicura che avrebbe la meglio su di lei, ma si rende conto che non reagisce, non si muove: è seduto su una sedia, con le mani dietro la schiena, lo sguardo rivolto verso il basso. D’improvviso, grazie a un dettaglio nitido nella memoria, tutto comincia a trovare un senso. Nell’attimo stesso in cui riconosce Jim imbavagliato con il nastro adesivo sulla bocca, la sua mente esplode riempiendosi di immagini, viaggia all’inizio di tutto, e solo allora ricorda…

Dopo La ragazza di neve e Il gioco dell’anima, La crepa del silenzio chiude la serie dello scrittore spagnolo Javier Castillo con protagonista la giornalista Miren Triggs. Un addio che nei Ringraziamenti finali viene messo in dubbio dallo stesso autore che promette ai suoi lettori di tornare “al più presto in libreria con un nuovo enigma in cui, forse, un giorno, incontrerete di nuovo Miren”. La vicenda vede la giornalista ancora una volta alle prese con quel passato tormentato che si è delineato gradualmente nel corso della trilogia e che l’ha portata a diventare un personaggio oscuro, deluso, incline ad avere sfiducia e a non aprirsi agli altri, in un mondo popolato da persone devastate, che esplorano costantemente periodi passati della loro vita, senza prestare attenzione a ciò che succede davanti a loro. “Miren era l’espressione perfetta di questa idea: non faceva che tornare indietro, prigioniera di un’unica notte, incapace di voltare pagina per accogliere tutta la strada che aveva percorso nonostante quella gigantesca cicatrice”. Anche se Il gioco dell’anima, il libro scritto con il suo professore di giornalismo investigativo, Jim Schmoer, sulla storia di Gina Pebbles, una quindicenne scomparsa nel 2009, di suo fratello Ethan e il suo tragico epilogo – un’adolescente crocifissa alla periferia di New York – ha raggiunto le vette delle classifiche, Miren non partecipa mai ai firmacopie e alle presentazioni: non sopporta l’idea di esporsi e detesta sentirsi osservata e analizzata. Proprio mentre la donna si è imbattuta in una vicenda scabrosa, che in qualche modo riapre le sue ferite e che avrà conseguenze inaspettate sulla sua carriera, Jim, cui viene chiesto di cavalcare l’onda della notorietà con un nuovo romanzo, viene avvicinato dall’ex ispettore dell’FBI Ben Miller. Da quando, ad aprile, ha annunciato il suo pensionamento, l’uomo ha dedicato il tempo rimasto cercando di dare una risposta a delle domande rimaste in sospeso per trent’anni. Cos’è successo a suo figlio Daniel? Chi lo ha rapito quel maledetto pomeriggio del 1981 in cui si è presentato in ritardo all’uscita della scuola e non lo ha trovato? Tutto ciò che chiede a Jim è di riesaminare il caso un’ultima volta, con occhi nuovi: magari riuscirà a vedere qualcosa che a lui è sfuggito, a porsi domande che a lui non sono venute in mente. È disposto persino a fargli usare tutte quelle informazioni per il suo nuovo libro: ci sono anche i fascicoli di altri casi irrisolti degli ultimi anni, il più recente dei quali è quello di Carlos Rodríguez, un bambino scomparso solo sei mesi prima. Quello che emerge da questa indagine parallela è un labirinto di segreti, bugie e misteri irrisolti legati fra loro da un unico filo: il male che colpisce in continuazione, tanto da rendere la gente insensibile. Il romanzo, caratterizzato da un ritmo serrato e ricco di suspense, frasi brevi e dirette, espedienti letterari come flashback e il finale sospeso dei capitoli, si sviluppa su due linee temporali, il 1981 e il 2011, e alterna capitoli narrati in prima persona da Miren Triggs e in terza persona da Ben Miller e Jim Schmoer. Questa struttura permette al lettore di comprendere più a fondo i pensieri e gli stati d’animo di tutti i personaggi principali: Miren è una donna forte e indipendente che sta ancora combattendo contro i propri demoni; Ben è un uomo tormentato dal senso di colpa e dalla perdita; Jim è un mentore disposto a tutto pur di aiutare Miren a costruirsi una nuova vita, lasciandosi alle spalle tutto il male che ha subito. La scomparsa di Daniel Miller è il tema centrale del romanzo: Castillo esplora le conseguenze che questo tipo di tragedia può avere sulle famiglie delle vittime. Per Miren, aiutare Ben a trovare suo figlio è un modo per ottenere quella giustizia che in passato si è procurata in modo violento: la sua ricerca diventa una storia di redenzione e di speranza, possibili anche nei momenti più bui.