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Balla coi libri

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La storia, o meglio il ballo, inizia nel primo dopoguerra a Roma, dove Marcello si trasferisce ancora bambino al seguito della famiglia. Gioca sulle collinette attorno ai palazzi in costruzione, sulle dune di sabbia di Ostia dove sorge la palazzina in cui abita, subisce gli scherzi dei ragazzini quando la mamma lo manda a prendere l’acqua alla fontanella. Frequenta le scuole elementari dalle suore che lo bacchettano perché è un ribelle. In quella scuola, in verità, si respira “un clima di violenza” di cui il bambino si lamenta con la mamma, che però non gli crede. Anche la scuola media è di impronta religiosa, perché la mamma di Marcello tiene molto a questo aspetto dell’educazione, tanto che - racconta lui stesso – “pur di non mandarmi alla scuola pubblica faceva sacrifici estremi, per racimolare i soldi della mia retta ricamava giorno e notte interi corredi rovinandosi gli occhi”. Le scuole private di Ostia sono frequentate dai figli della borghesia e Marcello, per evitare i bulli, se ne sta appartato e solo. Finalmente, a quattordici anni, presa la licenza media, basta scuole religiose. Il ragazzo ogni mattina prende il treno per Roma, dove frequenta ragioneria vicino al Portico di Ottavia. Anche in questo caso qualcuno ha deciso per lui, il babbo, che prefigura per il figlio un futuro da impiegato statale. Ma il ragazzo si annoia e passa il tempo nell’ultimo banco, a leggere i libri della BUR, romanzi russi e americani. Incontra il professor De Filippis, amabile e carismatico, che apprezza la sua passione per la lettura e lo difende dagli altri insegnanti evitandogli reprimende e sanzioni. Dopo la ragioneria, la prospettiva, dal punto di vista dei genitori, è quella della facoltà di Economia e Commercio. Però non hanno fatto i conti con la volontà del figlio che, dopo aver dato un po’ di esami, se ne va di casa. Comincia così la sua vita indipendente, una vita on the road, ma anche una vita di passioni, di cultura, di impegno civile…

In Balla coi libri Marcello Baraghini racconta a Daniela Piretti in duecento pagine la sua vita di giornalista libertario, di militante radicale, di editore e fondatore della mitica Stampa Alternativa, che lancia collane editoriali tra le quali non è possibile dimenticare Eretica, Fiabesca e i Millelire, libri di grande successo per piccole tasche. I Millelire conquistano una citazione nell’edizione 1995 dell’Enciclopedia Garzanti, dopo aver vinto, l’anno precedente, il Compasso d’Oro, premio annuale assegnato dall’Associazione per il disegno industriale con la motivazione: “Orchestrazione robusta e sottile di componenti diversissimi: il prezzo, che diventa logotipo a un tempo, massimo argomento di promozione. Equilibrio tra unitarietà e variabilità, questa iniziativa editoriale del cortometraggio scrittorio sembra rivitalizzare l’editoria popolare”. L’avventura di Stampa Alternativa finirà in un giorno di luglio post pandemia nell’algido ufficio di un notaio. Ma altre avventure inizieranno. Sono le “Strade Bianche”, l’apertura della “più bella libreria al mondo” a Pitigliano, il Festival della Letteratura Resistente. In questa lunga conversazione rivivono cinque intensi decenni di cultura e di controcultura per tutti, ma specialmente per i giovani. Perché “i giovani non leggono perché sono nauseati da quello che gli propina il mercato [...] oggi la cultura passa attraverso lo smartphone e allora bisogna farsi furbi e fare circolare in rete parole e aforismi perché se ti riconosci in un pensiero di Saramago, magari ti viene voglia di leggerlo e allora è fatta!”, afferma convinto Baraghini che, per il medesimo scopo, ha affidato citazioni di grandi autori alle “maglie della salute mentale”, un’altra sua simpatica e geniale intuizione. È una storia di libri, questa, ma è soprattutto una storia di vita, intensa ed esemplare, non priva di difficoltà e delusioni, ma ricca di sorprese e invenzioni, di passioni e di incontri. Tra questi ultimi: Marco Pannella e Ferruccio Parri, Luigi Pintor e Alberto Manzi e tanti altri; poi il ‘68, l’obiezione di coscienza alla leva obbligatoria, l’internazionalismo e l’antimilitarismo, le strade etrusche e tanto altro. Scorre, in Balla coi libri, tutta una vita di resistenza al potere e all’ignoranza, per fare con convinzione, creatività e tenacia ciò che è bello e giusto fare. Per essere un poco più intelligenti, un poco più umani.