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Il caso Fitzgerald

Il caso Fitzgerald

Chissà perché sono tutti interessati ai manoscritti di Francis Scott Fitzgerald! C’è una richiesta continua di poterli visionare alla Divisione Manoscritti del Dipartimento Libri rari e Collezioni speciali della Firestone Library dell’Università di Princeton. Centonovanta richieste autorizzate solo l’anno prima. Ed Folk è il bibliotecario che si ritrova a dover verificare le credenziali di ogni richiedente ed è un lavoro complesso, il suo, perché di richieste da parte di sedicenti appassionati, di studiosi o di esperti da tutto il mondo ne arrivano moltissime ogni settimana. Lo scrittore Francis Scott Fitzgerald esercita notevole fascino anche tanti anni dopo la sua morte. Che ci sarà mai da scoprire ancora? Un vero esperto ha detto a Ed che esistono almeno cento libri e un’infinità di articoli accademici su di lui e sulla sua famiglia. Va bene che Fitzgerald è morto giovane, a quarantaquattro anni e alcolizzato, ma forse non è solo questo. Tra le richieste, c’è anche quella di un impostore che si spaccia per Neville Manchin, un reale professore di letteratura americana della Portland State University. Su carta intestata perfettamente contraffatta si dichiara “studioso in erba” di Francis Scott Fitzgerald e desideroso di ammirare manoscritti e carte. Anche questa lettera, indirizzata al dott. Jeffrey Brown, direttore della Divisione Manoscritti, Dipartimento Libri rari e Collezioni speciali della Firestone Library, finisce sulla scrivania di Ed Folk...

Tutto è sorprendente, dalla realizzazione del colpo del secolo allo “smercio” dei manoscritti, situazioni che sono riuscite a snobbare anche l’FBI - che pure arresta due elementi della banda con tempestività. Se Grisham ha abbandonato la sua “comfort zone” del mondo legale, di certo non si è trovato a cattivo agio con la materia “libri rari e collezioni speciali”. Ha imbastito così un thriller fluido, ma intensissimo con colpi di scena e una complessa costruzione della trama che lascia esclamare al lettore: “Ma tu guarda cosa s’è inventato!”. E in effetti certi meccanismi sono decisamente a sorpresa: e mentre si credeva che tutto fosse facile, soprattutto considerando i primi veloci arresti, ecco che c’è un colpo da gran maestro che allontana tutti dalla soluzione del caso. E con le solite grandi capacità di Grisham ecco che affondiamo tutti i piedi nella sabbia della Florida o che sentiamo l’odore un po’ stantio della libreria e/o biblioteca di antiche opere o addirittura di manoscritti. Perfino quello champagne di poco prezzo ci solletica il naso. E siamo lì, perché i lettori vengono sempre tirati dentro la storia e sotto certi aspetti “manipolati”, perché pensano di aver individuato un particolare importante, altrimenti trascurato e non si accorgono che è soltanto “opera di depistaggio”. Ce ne fossero sempre di libri così!