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Cemetery beach

Cemetery beach

La guardia carceraria non si aspetta quel tono collaborante, addirittura scherzoso da parte del prigioniero che siede nudo e ammanettato di fronte a lui: dice di chiamarsi Michael Blackburn, sembra voler collaborare, e pare non voglia nascondere alcunché. Racconta di venire dalla Terra - da quella che loro ormai chiamano “vecchiapatria” -, per la precisione di essere originario di Portland, nel Maine. E soprattutto ammette di essere stato mandato in missione esplorativa. In fin dei conti, per essere un uomo solo e dal destino segnato su un pianeta straniero, sembra averla presa con filosofia. Le direttive parlano chiaro: ai membri della colonia non è permesso tornare sulla Terra, e gli eventuali agenti inviati dal vecchio mondo in ricognizione devono essere catturati ed uccisi. Sarà comunque il Presidente Barrow ad avere l’ultima parola sulla vita dell’uomo. Quel che l’esploratore gli narra ha quasi dell’incredibile: sulla Terra le radioline a transistor sono state sostituite da apparecchi di dimensioni ridottissime che permettono di fare foto, guardare programmi tv, ascoltare musica; la gente comunica tramite computer, ma non è più in grado di rollarsi del tabacco. Nulla di sorprendente dunque che il prigioniero gli domandi di preparargli una sigaretta, che ha tanto il sapore dell’ultimo desiderio. Nemmeno per un istante, mentre con gesti abituali le sue dita avvolgono il tabacco nella cartina, alla guardia viene il presentimento che usare l’accendino per quella sigaretta sarà l’atto che determinerà la fine della sua vita…

Warren Ellis, scozzese, prolifico scrittore e sceneggiatore di fumetti e serie tv - sua è la firma della saga Planetary e di Castlevania, il serial animato basato sull’omonimo videogame -, noto per aver partecipato alla creazione di linee narrative di alcuni tra i più famosi cicli supereroistici Marvel (Extremis, ad esempio, utilizzata come spunto per il film Iron Man 3) e DC Comics (Hellblazer/Constantine), con la complicità dei disegni di Jason Howard (The Astounding Wolf-Man, Super Dinosaur; con Ellis firma già la visionaria serie Trees) proietta il lettore in una lunga, forsennata sequenza di fuga e azione tra scenari retro-futuristici, mostri mutanti, città desolate che ricordano gli scatti delle metropoli europee alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, e cupe atmosfere notturne. Michael Blackburn, il personaggio principale, ricognitore inviato dalla Terra alla ricerca di una colonia perduta, è tratteggiato sulla falsariga dei personaggi tipici di un certo tipo di action movie (per intenderci, à la Bruce Willis nella serie di film “Die Hard”). Grace Moody, la protagonista femminile, una “dissidente”, che nel mondo da incubo della colonia contesta il suo “ruolo” sociale (“faccio parte della casta che serve a fornire i ricambi per le altre caste. Sono materiale. Pezzi di ricambio. […] Quando vengo attaccata o provano a catturarmi, sparo per uccidere. Se non ammazzo i miei aggressori, altri membri della mia casta moriranno per fornire gli organi alla stessa gente che vuole i miei”) viene ritratta come una sorta di ibrido tra l’iconica, acrobatica Catwoman - seppur priva dello spessore psicologico della inquieta Selina Kyle - e l’Imperatrice Furiosa interpretata da Charlize Theron nella pellicola cult Mad Max: Fury Road diretta da George Miller, a cui per molti aspetti Cemetery beach rende esplicito omaggio. Il finale aperto lascia presagire un sequel che potrebbe approfondire i tanti elementi lasciati in sospeso in una trama minimal ma non certo priva di originalità.