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Outer Darkness - Gioco al massacro

Outer Darkness - Gioco al massacro

Il capitano Joshua Rigg viaggia nello spazio con l’astronave Caronte e affronta abitualmente i demoni e i mostri che si nascondono nelle tenebre galattiche. Il vuoto extraterrestre è infatti popolato di insidie che colpiscono gli umani direttamente a livello psichico, costringendoli, se non combattuti attraverso magia, esorcismo e divinazione, alla pazzia e alla morte. Affrontare nemici di questo tipo non è da tutti, e solo personaggi del calibro di Rigg possono permettersi di viaggiare in un universo infestato di creature ad altissimo tasso di letalità. Fra le numerose soste in bar di stazioni spaziali perdute, Rigg viene assoldato per recuperare un carico ai confini più remoti del quadrante Sagittarius, dentro la cosiddetta “tenebra profonda”, un luogo da cui pochi sono tornati vivi. L’equipaggio della nave è da subito contro le maniere senza mezzi termini di Riggs e del suo amico e compagno di viaggio Agwe, in particolare il primo ufficiale Alastor Satalis, che sembra tramare dietro alle spalle per raggiungere obiettivi personali. Tra gli altri personaggi più o meno bizzarri, fa parte della ciurma anche il singolare navigatore Elox, professionista stimato, ma che in realtà è una divinità…

Il primo volume della saga Outer Darkness di Layman (sceneggiatura) e Chan (disegni) ci porta in un universo fantascientifico originale, costruito su presupposti che traguardano il fantasy (la presenza di mostri nello spazio che possono essere domati solo attraverso l’azione combinata di matematici, esorcisti e maghi è forse l’intuizione più felice), mescolando alla trama tensione à la Alien e dialoghi che starebbero bene in uno dei film della serie Arma letale. Il capitano Rigg è il personaggio giusto al momento giusto: sempre con la battuta pronta (al 99% con una parolaccia), ma ligio al dovere. Insomma, il cattivo rompipalle che pagina dopo pagina impariamo ad amare. I “non protagonisti” non sono da meno e contribuiscono con sottotrame personali a farcire il racconto in modo brillante, mantenendo la suspense e facendo sperare di poter leggere un nuovo volume della saga Image al più presto. Non da ultimo, la magia dei disegni di Chan richiama le tinte pastello slavate degli anni Settanta e le coniuga con un tratto deciso e stilizzato che piacerà ai fan dei manga di Leiji Matsumoto (Capitan Harlock vi dice qualcosa?). Da leggere e ammirare.