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I 17 mondi - Il capitano

I17mondicapitano

Questo universo è composto da diciassette pianeti, divisi in quattro schieramenti. Le distanze che li separano non sono enormi e con la tecnologia ogni comunicazione, così come ogni fabbisogno materiale, viene soddisfatta. In questo vasto sistema non sono invece permessi gli abusi derivanti dalle invenzioni più innovative, quindi nessun robot che rischia di sostituire l’uomo né espedienti genetici per stravolgere il senso tradizionale della vita. Una soluzione come quella fornita dall’Ajna, per esempio, un tempo si sarebbe detta miracolosa: si tratta infatti di “un insieme di filamenti biologici che si diramavano all’interno del cervello”; lo scopo è eliminare qualunque tipo di malattia, anche le patologie mentali. In tale ecosistema vivono i discendenti degli antichi terrestri, o meglio di una élite illuminata di scienziati e storici fuggiti dal Pianeta Blu quando l’umanità era degenerata nella più completa follia. La Storia, adesso - dopo mille anni e dopo numerosi stravolgimenti, guerre e nuovi assetti politici - ricomincia da capo: siamo a metà del 1300 della nuova era e i pianeti abitabili sono ben diciassette. Che sia su Yurdite, abitato sul confine fra buio e luce, o su Echuazi, simile a Venere, come su Alpha Primo, sede del governo unitario, le classi sociali continuano a dividere i viventi e complotti e cospirazioni non smettono di alimentare la sete di potere e il desiderio malsano di controllo delle masse. Su scala interplanetaria la miscela può diventare esplosiva…

Un intreccio labirintico, per l’appunto esteso su scala galattica, e uno stuolo di personaggi variegati fanno da sfondo a questo romanzo d’esordio che va ad aggiungersi alla prolifica e (non sempre, ma spesso) sorprendente produzione fantascientifica anche in Italia. E, come previsto in analoghi progetti editoriali, anche I 17 mondi allude fin da questo “episodio” alla concreta possibilità di una saga. Indizi? Intanto il sottotitolo (Il capitano, una donna di carattere) che si concentra solo su uno dei tanti protagonisti, e naturalmente anche l’epilogo che lascia supporre nuove avventure. Nel mezzo, l’autrice fa rivivere e rielabora un’infinità di temi della classica science-fiction arricchiti da spunti che si rifanno alle tecnologie del futuro prossimo. Pagine interessanti, dunque, sia per i patiti delle strategie di colonizzazione spaziale e di fantapolitica sia per gli appassionati di invenzioni bioingegneristiche. L’autrice, A.R. Alexander, appassionata infatti di Asimov e Bradbury e del creatore di Dune Frank Herbert, è italiana, residente in Inghilterra, psicologa di professione. L’intreccio del romanzo, dunque, evoca l’amore per quegli immensi autori e diventa quasi un omaggio per storie che continuano a coinvolgere dopo decenni. La complessità della costruzione, invece, obbedisce forse alle richieste dei lettori più inclini alla narrazione seriale e alle citazioni cinematografiche.