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Floating Hotel

copertina del libro

Lo sfruttamento intensivo delle riserve minerarie ha reso il pianeta di Hoxxes sempre più invivibile. Per questo motivo, il giovane Carl non vede l’ora di potersene andare e quando il Grand Abeona Hotel, una famosa nave-hotel di extralusso perennemente in viaggio per lo spazio si trova a gravitare nell’orbita del pianeta, è lesto a cogliere l’occasione al volo. Intrufolatosi nella fila degli ospiti in partenza, Carl vede una donna in pelliccia che fatica a trascinare il suo baule e si offre di darle una mano, riuscendo così a salire a bordo della navicella di trasporto. Una volta a bordo dell’Abeona, rimane a bocca aperta davanti all’incredibile sfarzo degli ambienti, si diverte a passare di piano in piano, osserva le persone che si rilassano in piscina. Quando si avvicina al banco del bar, chiedendo di poter prendere alcune noccioline dalla ciotola, il barista come risposta gli serve delle gustosissime ostriche. Dopo essersi rifatto gli occhi con tutta quella incredibile ostentazione di lusso sfrenato, Carl si ritrova all’ultimo piano dell’hotel, all’interno del cocktail bar, a fissare la cupola di vetro che offre una vista invidiabile sullo spazio interstellare. È impegnato a sorseggiare una tazza di squisito cioccolato, quando a un tratto si accorge di una presenza accanto a lui: una donna dall’età indefinibile e di incredibile bellezza. Si tratta di Nina, la direttrice dell’hotel. Il suo tentativo di infiltrarsi tra gli ospiti dell’hotel è stato evidentemente smascherato e Carl sembra rassegnato a doversene tornare a casa, se non fosse per un piccolo particolare di cui Nina lo porta subito a conoscenza. L’Abeona ha già lasciato da un bel pezzo l’orbita di Hoxxes; quindi, per il momento non è possibile fare sbarcare Carl, bisognerebbe eventualmente attendere che l’Abeona completi il suo giro del sistema. Esiste però anche una possibilità alternativa: Carl potrebbe entrare a far parte in pianta stabile dello staff dell’hotel. Dopo tutto, due mani in più possono sempre far comodo…

L’ispirazione per scrivere Floating Hotel e l’idea di ambientarlo in una sorta di hotel diroccato venne a Curtis improvvisamente, dopo essersi imbattuta quasi per caso su YouTube nella canzone “Not the first time” dei The World. Un’altra influenza esplicitamente riconosciuta dalla Curtis è rappresentata poi dal romanzo Girl, Woman, Other, di Bernardine Evaristo, soprattutto per quello che riguarda la struttura narrativa basata sulla moltiplicazione dei punti di vista dei personaggi. In effetti, anche se Carl, il nuovo direttore dell’Abeona, occupa un ruolo centrale all’interno della narrazione, è difficile identificare un vero protagonista del libro, che narra le vicende delle tante diverse figure che si trovano, per diversi motivi, a condividere lo spazio chiuso di un hotel in viaggio attraverso lo spazio. Il piano delle vicende personali si interseca poi con quello più esplicitamente politico grazie alla figura enigmatica del Lampionaio e ai suoi “dispacci”, che descrivono un Impero galattico sempre più repressivo e in disfacimento: e qui, qualsiasi appassionato di fantascienza non potrà non pensare al Ciclo della Fondazione di Asimov, altro riferimento riconosciuto dall’autrice. Già da questi rapidi accenni è facile comprendere come siamo in presenza di un libro molto complesso, che intreccia molteplici storie diverse e mette a confronto piani assai differenti tra loro. La Curtis si dimostra brava nel riuscire a padroneggiare una materia tanto variegata, anche se qualche sfilacciamento nella conduzione delle diverse sottotrame emerge qua e là e la conclusione può in effetti risultare un po’ affrettata, come sottolineato anche in una recensione apparsa su Kirkus Review. Nel complesso, siamo comunque in presenza di un libro molto godibile, che non a caso è stato inserito da “Esquire” al settimo posto nella sua lista dei migliori trenta libri di fantascienza del 2024.