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Fondazione II

Fondazione II

“I viaggi spaziali si somigliavano tutti sia che ci s'allontanasse di poche centinaia di migliaia di chilometri sia che il percorso fosse di molti anni luce”. Per Gaal, giovane studente di matematica, però, avvicinarsi a Trantor, capitale della Galassia imperiale, situata nella Via Lattea in forma di doppia spirale, offriva emozioni e opportunità importanti. Quando si era concluso il salto nell'iperspazio che lo aveva portato nell'orbita della sua meta, aveva immediatamente avvertito l'aria più densa e un aumento della gravità. Ansimando, osservava con un po' di delusione i complessi edifici di Trantor immersi in un paesaggio inesistente: il metallo delle costruzioni si confondeva con il cielo grigio; di metallo era fatto anche l'oceano e nessun albero si scorgeva a occhio nudo. Una nuova, importante, avventura scientifica, tuttavia, lo attende: lavorare con Hari Seldon, creatore della Fondazione (una sorta di anti-Impero) e inventore della psicostoriografia, un insieme di teoremi e applicazioni per dirigere i destini dell'umanità verso il futuro. Del resto, l'Impero non gode più del prestigio di un tempo: il quadro sociopolitico tende alla decadenza, i saperi sono vetusti e inutili, guerre interstellari si succedono continuamente. La Galassia, insomma, è nel caos e le previsioni psicostoriche annunciano un lungo avvenire di violenza – “l'ultimo rifugio degli incapaci” – e di ignoranza. Gaal farà parte di un grande gruppo di scienziati che cercherà di mantenere la civiltà. Impresa ardua. Il piano di Seldon, infatti, sarà contrastato da una figura dalle capacità mentali sovraumane: è il Mulo, soldato di ventura e (infallibile?) conquistatore…

Delle oltre cinquecento opere di Asimov, questa è una delle più lette e, giustamente, amate. Si tratta del nucleo originario del Ciclo delle Fondazioni, elaborato negli anni Cinquanta del secolo scorso. Già ben definito come trilogia, trent'anni dopo fu completato con due sequel e due prequel. Proprio in questa edizione, si può conoscere e vivere nell'essenza originaria l'esperienza degli infiniti mondi e intricatissime trame concepite dal celebre scrittore. I libri che lo compongono sono due: Fondazione e Impero e Seconda Fondazione. Quando comparvero per la prima volta nel nostro paese, nella mitica collana Urania, Fruttero & Lucentini (curatori di quelle pubblicazioni e colti promotori di fantascienza) descrissero la Trilogia Galattica come “un libro di storia”. Con una lettura attenta, ma pur sempre piacevole, è possibile intravedere profonde tracce di scienza politica e di diplomazia. Come sottolineato dai due giallisti, si tratta di un'opera solenne ed evocativa, capace di rappresentare un “ramificato e stupendo sistema romanzesco”. Non manca la fantascienza pura e nemmeno, qua e là, le curiosità tecnologiche che confermano la capacità predittiva di Asimov: sensori neuronali, mappe stellari tridimensionali o, più banalmente, strani (e utili) elettrodomestici che sparecchiano la tavola dopo un banchetto. E se occorre trovare una morale, c'è anche quella: è il primato del sapere, della conoscenza. A fronte del potere commerciale e della violenza bellica, la cultura non scompare e si afferma come l'unico “mezzo per rispondere a delle domande difficili”.