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Star Cluster Zero - Anomalia

Star Cluster Zero - Anomalia

Tesla Johnson è il classico studente fuori sede, uno Spartan trasferitosi a Thebes, sul pianeta Athenis, per studiare Biomechatronica. Uno studente sicuramente brillante, collaboratore del celebre Dott. Arkenhost, ma di certo lui non si definirebbe mai “pericoloso”. Allora perché si trova a dover fuggire da un’intera task force armata che lo insegue senza esclusioni di colpi? Perché all’improvviso interviene nello scontro addirittura una squadriglia di terroristi hackerpunk... a difenderlo, o stanno cercando di catturarlo anche loro? Che succede, diamine? Succede che la vita di tutti gli abitanti dello Star Cluster Zero è potenzialmente in pericolo: il sistema di analisi della realtà Bionneq, elaborato da menti eccelse tra le quali lo stesso Dott. Arkenhost, sta rilevando nelle sue previsioni delle Anomalie nei comportamenti che potrebbero mettere a repentaglio l’equilibrio e la serenità interplanetari raggiunti con tanta fatica nell’anno 11407. Se queste Anomalie prendessero il sopravvento, si andrebbe incontro all’Annientamento: la civiltà tornerebbe ad essere arretrata, soggetta a guerre, malattie, povertà, vecchiaia... tutti mali che erano stati sconfitti. È compito delle alte sfere interplanetarie porre fine a questo Decadimento: le Anomalie vanno rese innocue, annientate. Ma cosa c’è di sbagliato negli Anomali? Cosa li rende tali? E soprattutto, chi c’è dietro questa iniziativa, che sembra diventare sempre più politica e ben poco umanitaria?

Il primo romanzo della Star Cluster Zero Saga di Nicola Marco Camedda (habitué del mondo fantascientifico/tecnologico) è impetuoso e incredibilmente carico di avvenimenti, colpi di scena, con un ritmo sincopato che alterna flashback, azioni fulminee e lunghi dialoghi riflessivi, che talvolta aiutano il lettore a riprendere le fila. Sì, perché forse l’unico punto debole di questo romanzo “stellare” è proprio l’overflow in cui rischia di cadere il lettore, nel tentativo di seguire le dinamiche rocambolesche di tutti i (numerosi) personaggi principali. Alla fine, comunque, i conti tornano, pur rimanendo decisamente aperti a ciò che Camedda ci vorrà svelare con i prossimi episodi della saga. Il messaggio è che l’evoluzione tecnologica, il progresso scientifico, le previsioni più precise non terranno mai abbastanza in considerazione il fattore umano, l’imprevedibilità delle emozioni, dei sentimenti, di tutto ciò che non è razionale, e che in un contesto così evoluto e calcolato diventa “anomalo”, pericoloso. L’autore riprende e rielabora la celebre teoria dei corsi e ricorsi storici e, in tal senso, è emblematica e suggestiva la scelta dei nomi dei vari pianeti e delle rispettive città, quasi tutti di derivazione dall’antica Grecia, arrivando a inscenare nuovamente il secolare scontro Sparta vs Atene; a riprova che, per quanto evoluti o supportati dalle migliori tecnologie, gli uomini restano umani, com’erano nel 400 a.C e come saranno nell’11407. A meno che Camedda non ci riservi delle sorprese.