Salta al contenuto principale

Per mia colpa

Per mia colpa

Giulia sta per cominciare il turno di notte, quando viene informata da un agente di pattuglia – una chiamata di cortesia – dello stato pietoso in cui riversa il suo partner. Flavio Caruso ha di nuovo alzato il gomito. Al Merlo Parlante, dove Flavio soggiorna ormai più a lungo che a casa, il proprietario rivolge un sorriso aspro al vicecommissario Giulia Riva e le spiega cos’è accaduto. Caruso ha attaccato briga con degli stranieri e sono presto passati alle mani, ma l’uomo faticava fin da subito a reggersi in piedi. Ora si trova, addormentato, al tavolo vicino alla cucina, in fondo al locale e, durante il tentativo di colluttazione, gli è scivolata la Beretta d’ordinanza, che il proprietario ora consegna nelle mani di Giulia. Fino ad un anno e mezzo prima Flavio è stato un ottimo poliziotto, nonché il mentore del vicecommissario Riva. Poi, le tragiche conseguenze di una rapina hanno cambiato la sorte dell’uomo, che ha fatto dell’alcool l’unica impalcatura in grado, secondo lui, di sostenerlo. Giulia sveglia il collega scuotendolo per un braccio. Flavio, che è sempre stato un bell’uomo vagamente somigliante a Marcello Mastroianni, si è ingrigito e imbolsito e Giulia prova una gran pena per lui. Riesce a fatica ad accompagnarlo davanti casa, dove lo attende Anita, la moglie, ormai rassegnata e disperata. Poi, una volta certa che l’uomo sia al sicuro, riprende la strada per la questura, dove ad attenderla c’è un interrogatorio pesante. Si tratta di una donna, Teresa, che ha chiesto di rendere una dichiarazione spontanea per spiegare come è arrivata a macchiarsi dell’omicidio di Miriam, l’amante del marito. È una confessione che fa male quella che Giulia ascolta, un racconto che la tocca da vicino, perché quello dell’amante è un ruolo che anche lei conosce molto bene e che, forse, alla luce di quanto sta ascoltando, è arrivato il momento di non recitare più…

È bene non cominciare la lettura del nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi – scrittore sardo i cui lavori sono particolarmente apprezzati per lo stile narrativo estremamente curato, vincitore del premio Scerbanenco 2019, membro del collettivo Mama Sabot creato da Massimo Carlotto – se non si è sicuri di avere a disposizione almeno un paio di ore libere. Sì, perché una volta iniziato, non si riesce a posare il libro se non dopo averne letta l’ultima riga. E ancora, una volta conclusa la lettura, Giulia, Teresa e Virginia continuano ad abitare la mente del lettore, con il loro pesante fardello di fragilità e senso di colpa. Il romanzo di Pulixi, con il quale l’autore debutta nel Giallo Mondadori, è proprio questo: un’indagine accurata e senza fronzoli sulla vulnerabilità di ciascuno di noi, un’analisi dei ruoli che le circostanze legate al quotidiano ci impongono e una disamina impietosa delle conseguenze, spesso devastanti, di un amore che si nutre esclusivamente di passione, nel quale la componente razionale latita e tutto si basa su un impulso così potente da rasentare la pura follia. Pulixi dà voce a un personaggio molto interessante: il vicecommissario Giulia Riva è una donna comune, fallibile ma salda nei propri ideali; è una professionista intuitiva e determinata che decide, dopo un intenso interrogatorio durante il quale realizza che il colpevole non è altro che una vittima del folle amore che ha armato la sua mano omicida, di smettere di essere la triste e consapevole protagonista di un amore infelice, nel quale non rappresenta la prima scelta. E allontanarsi da quell’amore che potrebbe rivelarsi tossico e dalla città nella quale vive e lavora pare l’unica strada percorribile, se non fosse per una bambina che le chiede di ritrovare la madre, donna all’apparenza esemplare, sparita senza lasciare alcuna traccia. Giulia si sente in dovere di indagare – anche per proteggere il suo mentore, quell’uomo che tanto le ha insegnato ma che sta attraversando un momento di profondo tormento, che inevitabilmente si riflette negativamente sulla qualità del suo operato – e, man mano che l’indagine prosegue, le pare di vedersi spesso riflessa nella donna scomparsa, quella gracile figura che nonostante le apparenze ha, come tutti i protagonisti del romanzo, delle colpe da espiare ma è convinta di salvarsi da sola ed è incapace di cercare il coraggio per chiedere aiuto. Ma non ci si salva mai da soli e, più si è fragili e ammaccati emotivamente, più diventa fondamentale tendere la mano e cercare qualcuno che possa aiutare a risalire la china e indicare la strada giusta verso la rinascita. Una storia profonda ma godibile; un intreccio curato e ricco di particolari; una protagonista che occupa in fretta una posizione privilegiata nella lista delle preferenze del lettore e della quale si spera di leggere in futuro nuove avventure.