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Cercando Phoebe

Cercando Phoebe

Phoebe vive a Holy Island da sempre e ormai ne conosce ogni angolo. Durante l’estate ha tracciato il suo confine più e più volte, portando a passeggio la sua cagnolina Gladys. Un tempo meraviglioso quello dell’estate, trascorso svolgendo sempre le solite attività e senza dover mai sopportare il panico di qualcosa di nuovo: riguardare Il Trono di Spade, passeggiare e passare il tempo con la sua migliore (e unica) amica Bethany. Fino a quando non arriva il fatidico giorno prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Un momento che sarebbe già difficile per chiunque, ma che per una persona autistica come Phoebe diventa ancora più complicato. A vederla dall’esterno, nulla farebbe pensare a patologie di alcun genere, fino a quando non ci si accorge della sua spontaneità. Per lei non sono ammesse bugie bianche, mezze verità o tatto. Estrema sincerità, punto. Per questo motivo, la tattica più semplice da adottare per Phoebe quando si tratta di socializzazione è semplicemente non socializzare, evitando il contatto umano allo stretto indispensabile. La decisione è stata presa in seconda media durante la lezione di biologia, il giorno in cui le sono arrivate per la prima volta le mestruazioni e ha tentato di tamponare il problema con della carta igienica. Il tentativo però è stato fallimentare ed è stata costretta a chiedere all’insegnante di poter andare in infermeria e, ovviamente, non si è trattenuta dal raccontargli esattamente il motivo, provocando risate e commenti in tutta la classe. L’unica persona con cui decide di passare il suo tempo è e sarà sempre Bethany. Fino a quando il primo giorno di scuola tanto temuto non arriva Will a distorcere gli equilibri della loro amicizia. Lui si avvicina a Phoebe per chiederle se Bethany ha un ragazzo. Certo che no, ma anche se fosse sarebbe una battaglia persa perché tanto lei è figlia di un pastore: meglio lasciar stare. Ecco cosa gli risponde. Ma da quel momento in poi, nulla sarà più come prima…

Gavin Extence è un autore britannico, vincitore del premio Waterstones 11 nel 2013 con il suo primo romanzo, pubblicato in Italia da Garzanti, Lo strano mondo di Alex Woods. In Cercando Phoebe la vita di una normale studentessa adolescente viene vissuta attraverso gli occhi della protagonista autistica, Phoebe. Non affezionarsi a lei è praticamente impossibile. L’ingenuità e la purezza con cui affronta la vita di ogni giorno sembrano quelle di una bambina. Anche il dolore per la perdita della mamma, avvenuta quando era piccola, prende un aspetto che solitamente non si considera. Più che sofferenza, ciò che traspare da Phoebe è l’affetto genuino che nutre per chi le è ancora accanto. Nei romanzi spesso vediamo rappresentata l’adolescenza per come siamo abituati a viverla, con la paura di non essere accettati, il conflitto con i genitori, i colpi di testa tipici di quella fase della vita. Ma Phoebe, in quanto ragazza autistica, vive cose ben diverse. L’autore, tuttavia, non ha lo scopo di impietosire il lettore o scatenare pensieri del tipo “come siamo fortunati”. Ciò che vuole trasmettere è una realtà diversa rispetto a quella che siamo abituati a vivere. Il pensiero che sorge spontaneo è: spesso le cose ci appaiono tanto complicate solo perché le vediamo attraverso un filtro? Anche la protagonista filtra la realtà secondo la sua percezione, ma lo fa in modo differente. Su di lei e imposizioni e le etichette sociali non pesano, non la sminuiscono e non cambiano l’opinione che ha di sé stessa. Semplicemente le evita perché a renderla insicura sono proprio i comportamenti dei suoi coetanei rispetto ad esse, che non comprende. A destabilizzarla, però, sono i normali cambiamenti della crescita. Ad esempio, il ragazzo della sua migliore amica. Un nuovo tipo di rapporto che lei non aveva mai vissuto prima. Ad ogni pagina verrebbe voglia di abbracciarla e accompagnarla nel suo viaggio, ma ben presto ci si rende conto che Phoebe ha molta più forza di quanto si possa immaginare.