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Tre mucche

Tre mucche

Nonno Muribà racconta le storie sotto il grande albero, quando il sole tramonta. “Una volta c’erano tre mucche. Una era bianca come il latte, l’altra rossa come il sangue e la terza era nera più della notte”. I tre animali vivono in un grande prato, vicino ad un fiume e non si separano mai: brucano l’erba, bevono l’acqua e si riposano sempre insieme. Il leone le osserva da lontano, è affamato, e quando prova ad attaccarle le tre mucche si stringono l’una con le altre e insieme lo mettono in fuga. Ma la fame del leone cresce sempre di più e quelle tre mucche potrebbero placarla; perciò, con l’astuzia il predatore si avvicina di nuovo alle mucche, andando prima da quella bianca come il latte e con l’inganno riesce a convincerla ad allontanarsi dalle altre due. Presto fatto, una mucca da sola è più indifesa e in un batter d’occhio il leone se la mangia. La fame si placa per tre giorni, ma all’alba del quarto lo stomaco del leone torna a farsi sentire perciò, con lo stesso stratagemma, separa anche la mucca rossa da quella nera e poi se la mangia. Il destino dell’ultima mucca si compie nei giorni successivi e “cosa accadde della coda, degli zoccoli e delle corna solo il vento lo può sapere”...

Nonno Muribà racconta le sue storie, le affida al vento e le lascia andare nel mondo. O, come Monson Kobe, le tiene strette nel cuore e nella testa, unico ricordo di una terra lasciata, per fame, per necessità, per sopravvivenza, per trovare una vita migliore. Lascia il Mali, la sua famiglia e le storie di nonno Muribà a quindici anni e intraprende un viaggio, lungo, pericoloso e faticoso; arriva in Italia su un gommone bucato, lo salvano a Lampedusa, insieme ad altre persone disperate come lui. Impara l’italiano, trova un lavoro e incontra il teatro e delle persone meravigliose che ascoltano le storie custodite nel suo cuore. Ed è così che nasce questo libro: da un racconto tramandato, da un giovane uomo che non vuole dimenticare e da due autrici attente che sanno ascoltare. Un progetto di inclusione e multiculturalità, scritto in tre lingue diverse: italiano, arabo e inglese e illustrato dal tratto inconfondibile di Arianna Papini e destinato a bambini e ragazzi. “Nonno Muribà racconta che un sasso non si può prendere con un solo dito, ma che molte dita insieme sollevano anche il masso più pesante”. Le storie uniscono, creano legami indissolubili e diventano il punto di partenza per viaggiare, conoscere, confrontarsi e dialogare ancora e ancora. Un libro che si presta per una lettura corale, bellissima se fatta in tutte e tre le lingue.