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Stella di mare

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Cagliari. Porto Canale. Villaggio Pescatori, Alla fine l’hanno ritrovata. Non su un set fotografico, né su un’importante passerella. Un pescatore ne ha scorto il corpo, rannicchiato come un mucchietto di panni abbandonati sulla battigia di un lembo di spiaggia tra il Villaggio Pescatori e il porto Canale di Giorgino. Subito ha pensato alla carogna di un cane. Quando invece ha capito che si trattava del corpo rigonfio di una giovane, non ha potuto far altro che notare un volto tanto sfigurato da rendere difficilissimo ogni tipo di riconoscimento. Solo quando il corpo è stato rivoltato da un’onda, allora ha potuto scorgere un tatuaggio all’altezza dei lombi: Stella maris. Stella è sempre stata bellissima. Da quando ha nove anni le dichiarazioni d’amore nei suoi confronti vengono scritte con le bombolette spray ovunque: sui muri e sulle panchine della piazza. I ragazzi fanno a botte per lei, mentre le femmine cercano in tutti i modi di diventarle amiche, per potere poi godere della sua luce riflessa. Quando Stella compie quattordici anni tutto il rione se la sogna di notte. Tutti sono certi che la bellezza della ragazza potrà aiutarla ad abbandonare quel quartiere di cemento affacciato sul mare e dimenticato da Dio. Quando si diffonde la notizia che Stella è scomparsa, tutti immaginano che la ragazza sia riuscita a trovare fortuna grazie al fisico slanciato e allo sguardo irresistibile. Invece il suo destino si scontra con una realtà brutale, sulla quale le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, aiutate da Clara Pontecorvo, devono fare luce. Mentre Mara e Clara, sul luogo del ritrovamento, fanno i conti con un corpo martoriato per osservare il quale serve uno stomaco forte e parecchio pelo sul cuore, a Milano il vicequestore Vito Strega è a colloquio con Bernardo Borgogna, psichiatra e caro amico di famiglia. Strega lo conosce da quando lui era un bambino e il medico aveva ancora tutti i capelli in testa. Borgogna conosce il problema che affligge Vito, problema che, senza essere mai del tutto scomparso, è rimasto a lungo assopito ma è prepotentemente tornato negli ultimi tempi. Vito non sa per quanto ancora potrà tenerlo nascosto ai suoi colleghi. Per questo gli occorre l’aiuto dell’amico medico: è necessario che gli fornisca di nuovo i farmaci antipsicotici, gli unici che riescono ad aiutarlo a non impazzire…

Il nuovo caso che il vicequestore Vito Strega – insieme alle collaboratrici Eva Croce, Mara Rais e Clara Pontecorvo – è chiamato a risolvere è delicato e davvero tosto. La vittima è una diciassettenne, una di quelle alle quali si pensa sia tutto dovuto: occhi color del mare e fisico da modella, sogno proibito dell’intero quartiere. Una bellezza che avrebbe potuto aprirle le porte della celebrità e della ricchezza, quindi. L’unica porta che invece le è stata aperta è quella che l’ha condotta a morte violenta, il volto massacrato e il corpo diventato nutrimento per i gabbiani. L’indagine che deve assicurare chi si è macchiato di tale scempio alla giustizia è delicata e insidiosa: le piste sono diverse, così come i possibili colpevoli. L’ipotesi più accreditata, quella che conduce a una vendetta legata al traffico di stupefacenti, non convince il vicequestore Vito Strega che, aiutato da tre collaboratrici davvero in gamba, deve scavare nel torbido di intrighi, segreti ben celati e fitti misteri. Mara Rais – tosta e senza peli sulla lingua – Eva Croce – una tragedia personale con cui fare i conti ogni giorno – e Clara Pontecorvo – due metri di energia pura – affiancano Strega, che a sua volta deve combattere con i fantasmi di un passato che sono tornati a far sentire la loro voce, nella ricerca di quella verità che troppo spesso è più pericolosa delle bugie. Con un’abilità nell’ordire trame complesse ma superbamente architettate ormai ampiamente riconosciuta, Piergiorgio Pulixi regala una volta ancora ai suoi lettori un intreccio perfetto, un testo asciutto in cui colpi di scena e profonde riflessioni sono ben dosati e calibrati al punto giusto. Una prosa ritmata, che non lascia nulla al caso, permette a Pulixi di andare oltre il romanzo di genere e di offrire al lettore una storia su cui riflettere, un racconto che sa mostrare la profondità e i buchi neri dell’animo umano e ne rivela brutture e contraddizioni. Oltre quattrocento pagine appassionanti, che scorrono via rapide e confermano l’abilità di un autore che è stato in grado di ritagliarsi una posizione di prestigio nell’affollato panorama del crime italiano e che continua a essere una certezza.